Titolo: A prima vista
Autore: Alessandra Calanchi
Casa Editrice: Galaad edizioni
Anno di edizione: 2025
Pagine: 152
Prezzo: 16 euro
Autore della recensione: Silvia Menini
Mente leggevo questo romanzo mi si formava in testa una similitudine che meglio ne rappresentava la struttura dello stesso. Un puzzle. Come se ogni capitolo fosse un qualcosa a se stante ma che, di fatto, rappresentasse un piccolo tassello per comporre il quadro generale.
Infatti, la prima metà del romanzo si dipana tra la presentazione dell’ambientazione, dei personaggi, dei loro meccanismi psicologici che tirano le fila della narrazione… per poi approdare alla seconda parte del romanzo con la riscoperta di un corpo (e in questo momento mi è uscito un – e finalmente! – e l’apertura del mistero dell’omicidio.
Siamo abituati a iniziare un libro giallo con la scoperta del cadavere dopo già le prime pagine o capitoli… e ammetto che, dopo i primi capitoli, sono andata a rileggermi la quarta di copertina per essere sicura di aver inteso bene il genere del libro.
Il libro scorre via piacevole, con una scrittura sottilmente umoristica che fa entrare fin da subito il lettore nelle vicissitudini degli abitanti di questo borgo dell’appennino tosco-emiliano che è al limite del paradosso.
Siamo all’inizio degli anni Settanta e i personaggi che vengono presentati nei primi capitoli, sono dipinti con pennellate stese con cura quasi maniacale. Impossibile non farsi strappare un sorriso e non immaginarsi proprio lì, in quella così bizzarra cittadina, seduti al bar a osservare il tutto sorseggiando una qualsivoglia bevanda più o meno alcolica, mentre in sottofondo si diffondono le note provenienti da un improbabile juke box. Un professore, una Strega, due suore (o quasi), una bambina che seppellisce le bambole solo per poterle poi piangere. Insomma… un pot-pourri di psicologie, di caratteri più o meno ambigui, di potenziali colpevoli.
L’indagine (che non è però una vera indagine visto che le forze dell’ordine in questo ambito sono pressoché inutili)… dicevamo.. l’indagine che ne consegue porterà alla luce molto più di quello che sembrerebbe ad una prima analisi… come un buon giallo che si rispetti presuppone!
A voi la scoperta!
L’autrice di questo romanzo è Alessandra Calanchi che si è aggiudicata una Menzione Speciale per Romanzo Inedito nell’edizione del 2024 del Festival Giallo Garda. La sua scrittura leggera e tratti umoristica ha infatti conquistato il cuore dei giudici, così come l’ambientazione in un borgo sì fonte della sua fantasia ma così ben descritto da sembrare reale. E come non parlare dei favolosi abitanti che sono a dir poco caratteristici e quasi caricaturali?
Abbinamento (Sommelier Silvia Menini)
Un vino brioso, come lo stile utilizzato in questo romanzo. Un Lambrusco Emiliano leggero ma non banale, fresco ma con un finale morbido e avvolgente.
Azienda: Ca’ dei Medici
Vino: Lambrusco Emiliano Galletto Rosso
Denominazione: Rosso IGT
Vitigni: Lambrusco Salamino 70%, Ancellotta 30%
Tipologia: Rosso
Gradazione: 11%
Temperatura di servizio: 12/14 °C
Vista: Tipico Lambrusco dal colore violaceo acceso, ricco di spuma e con una bolla morbida e avvolgente.
Olfatto: Sentori di frutti a bacca nera, mirtillo e fragolina di bosco.
Gusto: Buona freschezza e finale molto morbido.
Abbinamenti: vino perfetto da bere ogni giorno, che dà il meglio di sé in abbinamento a primi piatti e salumi parmigiani, come anolini in brodo e coppa con torta fritta.

