Titolo: Qualcuno che conoscevo
Autore: Francesca Mautino
Casa Editrice: Longanesi
Anno di edizione: 2024
Pagine: 320
Prezzo: 16,90 euro
Autore della recensione: Silvia Menini
Qualcuno che conoscevo è un romanzo magnetico, intelligente e profondamente umano, che conferma Francesca Mautino come una delle voci più interessanti del noir italiano contemporaneo. Un libro che si divora per la tensione narrativa, ma che resta addosso per la complessità emotiva dei suoi personaggi e per le domande scomode che pone su identità, memoria e relazioni.
La trama prende avvio da un caso irrisolto: la morte di una giovane donna, avvenuta anni prima, torna improvvisamente a galla. A riaprire la ferita è una protagonista lucida e disincantata, che si ritrova coinvolta – professionalmente e personalmente – in un’indagine che la costringe a guardare indietro, a fare i conti con ciò che credeva di sapere e soprattutto con chi credeva di conoscere. La vittima, infatti, non è una sconosciuta qualsiasi: è “qualcuno che conoscevo”, una presenza del passato che riemerge mettendo in crisi certezze, ricordi e versioni ufficiali.
Mautino costruisce la storia con grande precisione, alternando il piano dell’indagine a quello più intimo e psicologico. Il risultato è un noir teso ma mai urlato, dove l’azione lascia spesso spazio all’osservazione, al dubbio, alle zone grigie dell’animo umano. La trama è solida, ricca di svolte credibili e mai forzate, e conduce il lettore verso una verità che non è solo giudiziaria, ma anche emotiva.
Uno dei punti di forza del romanzo è senza dubbio la scrittura: asciutta, affilata, elegante. Ogni frase sembra cesellata per andare dritta al punto, senza inutili compiacimenti. I dialoghi sono realistici, incisivi, e i silenzi parlano quanto le parole. L’atmosfera è cupa ma estremamente concreta, capace di restituire un senso di inquietudine quotidiana, vicina, riconoscibile.
Straordinaria anche la costruzione dei personaggi, in particolare della protagonista: una donna complessa, imperfetta, credibile, lontana da ogni stereotipo. Le sue fragilità non la indeboliscono, ma la rendono autentica. Attraverso di lei, il romanzo esplora temi profondi come la percezione che abbiamo degli altri, il modo in cui il tempo trasforma i ricordi e la difficoltà di accettare che le persone non siano mai esattamente come ce le raccontiamo.
Qualcuno che conoscevo è molto più di un semplice giallo: è un romanzo che interroga il lettore, che scava sotto la superficie delle relazioni e dimostra come il vero mistero non sia tanto scoprire chi ha colpe, quanto capire chi siamo davvero quando il passato torna a chiederci conto.
Un libro intenso, maturo, impossibile da dimenticare. Assolutamente consigliato.
Abbinamento (Sommelier Silvia Menini)
Ecco un vino che rispecchia appieno l’unicità di questo romanzo!
È un Rosso come nessun altro.
Il “Fuori Catalogo” della cantina Montalbera ci arriva direttamente dal Piemonte, per proporci un sorso figlio di un blend in cui a recitare la parte sono le varietà vitate regionali in un certo senso considerate “minori”.
Ma di minore nel “Fuori Catalogo” non c’è veramente nulla, perché la barbera, il ruchè e il grignolino si uniscono davvero all’unisono, e con il loro invecchiamento in acciaio arrivano a offrire una bevuta sì scorrevole, leggiadra e spensierata, ma contemporaneamente di grande livello qualitativo.
È un Rosso del Piemonte che tiene alta l’asticella dell’enologia nazionale.
Azienda: Montalbera
Vino: Fuori Catalogo
Tipologia: Rosso
Annata: 2021
Denominazione: Piemonte DOC
Vitigno:barbera d’Asti 60%, ruchè di Castagnole Monferrato 30%, grignolino d’Asti 10%
Gradazione: 14%
Temperatura di servizio: 16/18°C
Vista: Veste il calice di un bel rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento.
Olfatto: Richiami al mirtillo e sentori di confettura di frutti di bosco dettano il passo al naso, che percepisce un bouquet olfattivo puntuale e pulito.
Gusto: L’assaggio è setoso e armonico, leggermente fresco e di buon equilibrio, lungo nella persistenza.
Abbinamenti: Versatile negli abbinamenti, è ottimo insieme con gli agnolotti al ragù.

