Titolo: Omicidio in cashmere
Autore: Virginia Bramati
Casa Editrice: Giunti
Anno di edizione: 2024
Pagine: 240
Prezzo: 15,90 euro
Autore della recensione: Silvia Menini
Omicidio in cashmere di Virginia Bramati è un giallo elegante, originale e sorprendentemente avvolgente, capace di coniugare il fascino del mistero con un’ambientazione raffinata e poco battuta nel panorama della narrativa crime. Da amante dei libri gialli – e da persona che ha lavorato nel settore del cashmere – ho trovato questa lettura particolarmente riuscita e coinvolgente, quasi “su misura”.
La storia prende avvio in un contesto esclusivo, dove il cashmere rappresenta molto più di un semplice tessuto pregiato: è identità, ambizione, potere e competizione. L’omicidio irrompe in questo mondo apparentemente morbido e perfetto come una stonatura violenta, mettendo a nudo tensioni sotterranee, rivalità professionali, invidie e segreti che covavano da tempo sotto la superficie. La trama è costruita con attenzione e intelligenza: ogni dettaglio, ogni relazione, ogni dialogo contribuisce a creare un clima di sospetto che accompagna il lettore fino alle ultime pagine.
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è proprio l’uso dell’ambientazione: Bramati dimostra di conoscere (o di aver studiato molto bene) il settore del cashmere, restituendone dinamiche, linguaggio e atmosfere con grande credibilità. Per chi, come me, ha lavorato in questo ambito, è stato interessante riconoscere certe logiche aziendali, i rapporti di forza, l’importanza dell’immagine e della qualità, ma anche la pressione costante che può trasformare un ambiente elegante in un luogo spietato.
I personaggi sono ben caratterizzati e mai banali: nessuno è completamente innocente, nessuno del tutto colpevole fin dall’inizio. L’autrice gioca con il lettore, disseminando indizi e false piste, mantenendo sempre un buon equilibrio tra tensione narrativa e leggerezza, grazie a una scrittura fluida e a tratti ironica. Il ritmo è ben dosato: non frenetico, ma costante, ideale per chi ama i gialli che fanno lavorare la mente senza rinunciare al piacere della lettura.
Il vero punto di forza del romanzo, a mio avviso, è il contrasto simbolico tra la morbidezza del cashmere e la brutalità del delitto: un accostamento che funziona perfettamente e rende la storia originale e memorabile. È un giallo che non si limita a raccontare un omicidio, ma esplora anche le fragilità umane, le maschere sociali e il prezzo del successo.
Consiglio Omicidio in cashmere a chi ama i gialli ben costruiti, a chi cerca un’ambientazione diversa dal solito e a chi apprezza quelle storie che, proprio come il miglior cashmere, sembrano delicate al tatto ma nascondono una trama forte, resistente e impossibile da dimenticare.
Abbinamento (Sommelier Silvia Menini)
Omicidio in cashmere ha quell’atmosfera da giallo elegante, ironico, ambientato in un mondo raffinato (moda, tessuti pregiati, Milano che sussurra più che urlare). Io lo abbinerei senza dubbi a un vino che sia morbido, avvolgente e con carattere, proprio come il cashmere.
Ed ecco un Barbera d’Asti: Caldo e vellutato che richiama la sensazione tattile del cashmere, vivace ma non aggressivo come il tono del romanzo: mistero sì, ma con leggerezza e ironia e Italianissimo, perfetto per un giallo nostrano, sofisticato ma accessibile.
Azienda: Banfi
Vino: L’Altra
Tipologia: Rosso
Annata:2023
Denominazione: Barbera d’Asti DOC
Vitigno: barbera 100%
Gradazione: 13%
Temperatura di servizio: 18/20°C
Vista: Rosso rubino intenso.
Olfatto: Al naso si presenta di buona complessità e si esprime con note dominanti di ciliegia e prugna.
Gusto: Al palato è di corpo pieno, con una trama tannica vellutata e un’ottima persistenza.
Abbinamenti: Ottimo in abbinamento a primi piatti con sughi strutturati, come un buon risotto ai funghi porcini, si sposa bene con i secondi di carne rossa.

