Tre stanze per un delitto di Sophie Hannah

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Titolo: Tre stanze per un delitto

Autore: Sophie Hannah

Casa Editrice: Mondadori

Anno di edizione: 2015

Pagine: 312

Prezzo: 18,00 euro

Autore della recensione: Silvia Menini (tratta da MRS)

Quante volte, negli ultimi anni, abbiamo rimpianto la scrittrice di gialli per eccellenza: Agatha Christie. I suoi protagonisti ci hanno accompagnato per anni nella risoluzione di delitti che sembravano impossibili da risolvere. Miss Marple che, con la sua attitude un po’ da ficcanaso e il suo essere attenta osservatrice della natura umana, si ritrovava spesso coinvolta in casi omicidio che puntualmente risolveva. Per non parlare di Hercule Poirot che, con il suo charme, li risolveva con una facilità a dir poco sconvolgente.

Dopo anni, finalmente, la famiglia di Agatha Christie ha autorizzato che il personaggio maschile inventato dalla scrittrice britannica nel 1920 facesse la sua ricomparsa. Il tanto agognato compito è spettato a Sophie Hannah, maestra inglese del thriller psicologico, che ha ridato vita al celebre detective Hercule Poirot in un romanzo che ha senza dubbio dei termini di paragone non indifferenti.

Certo, un Poirot scritto da una penna diversa da quella della “madrina” originaria lascia un po’ perplessi. Ve lo concedo. Ma non siate così prevenuti. Perché se vi piacevano i delitti complicati, su cui scervellarsi insieme a Poirot, e mai una volta che riuscivate a seguirlo in pieno nei suoi ragionamenti contorti… ecco allora che non rimarrete certo delusi.

Il romanzo è ambientato nel 1929. Scelta non casuale dato che fu un anno che non vide alcuna uscita del “Poirot” originale. E, con la scusa di colmare questo buco, eccoci alle prese con tre cadaveri. Poirot, finalmente, ha deciso di prendersi una vacanza ma, non amando troppo il viaggio, ha deciso di prendere una stanza in una pensione proprio di fronte a casa sua. Almeno la visuale lo aggrada! L’intento è proprio quello di essere fuori dalla portata di “casi urgenti” per potersi finalmente riposare. Cena ogni giovedì sera al Caffè Pleasant, un po’ fuori mano ma il caffè è davvero incroyable, dove non si è palesato per il famoso Poirot, proprio per godersi in santa pace l’anonimato. Tutto normale finché, un giovedì sera come un altro, entra nel locale una ragazza sconvolta, che dice di temere per la sua vita. Poirot si prende a cuore il destino di questa giovane fanciulla la quale, però, gli chiede di non proferire parola con nessuno e di non tentare di scovare mai il suo assassino.

«No. Oh, ho parlato troppo! Che stupida! Ve l’ho detto solo perché avete un’aria molto gentile, e credevo non poteste fare niente. Se non mi aveste rivelato di essere in pensione e forestiero non avrei proferito parola! Promettetemi una cosa: se dovessero trovarmi morta, direte al vostro amico poliziotto di non cercare il mio assassino.» Strinse gli occhi e intrecciò le mani con forza. «Oh, vi prego, non fate aprire le bocche a nessuno! Questo crimine non dovrà mai essere risolto. Promettetemi che lo direte al vostro amico poliziotto, e farete in modo che acconsenta. Se avete a cuore la giustizia, vi prego, fate come vi chiedo.»

 

Detto ciò, svanisce nella notte e a Poirot non resta che affidarsi al suo intuito per scoprire chi la vuole uccidere e se esiste un collegamento tra lei e i tre omicidi che si sono compiuti poco prima in un hotel di lusso al centro di Londra. Tre cadaveri apparentemente scollegati tra loro ma uccisi seguendo la stessa metodologia: avvelenati e poi lasciati in posizione rigida e con in bocca un gemello con delle iniziali. Sarà lui la mente e la guida del suo amico e detective di Scotland Yard designato alle indagini: Edward Catchpool. E sarà proprio insieme a lui che riuscirà a risolvere questi enigmatici omicidi e il mistero della ragazza.

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ABBINAMENTO VINO: (Sommelier Silvia Menini)

Un vino importante, corposo, potente, così come il termine di paragone a cui inevitabilmente si fa riferimento. Un vino dalle mille sfaccettature, che intriga come i tre omicidi che sembrano non avere soluzione. E, lo so che Hercule Poirot è belga, non francese… ma spero che non si offenda.

Azienda: Château de Barbe Blanche

Vino: Bordeaux

Nome: Château Tour de Ségur

Tipologia: Rosso

Denominazione: Lussac-Saint-Émilion

Vitigno: Merlot 65%, Cabernet franc 30%, Cabernet sauvignon 5%.

Grado alcolico: 14%

Temperatura di servizio: 18°

Esame visivo: Rosso rubino intenso

Esame olfattivo: Al naso presenta sentori di frutta rossa molto matura. Profumo suadente e complesso.

Esame gusto-olfattivo: In bocca il vino e vellutato, morbido, con un tannino elegante e un retrogusto non aggressivo.

Abbinamento: Piatti importanti a base di carne bianca o rossa. Perfetto con anatra o manzo. Ma ottimo anche da solo.

 

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