Equazione di un amore di Simona Sparaco

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Titolo: Equazione di un amore

Autore: Simona Sparaco

Casa Editrice: Giunti

Anno di edizione: 2016

Pagine: 288

Prezzo: 18 euro

Autore della recensione: Silvia Menini

“In fisica quantistica, se due particelle interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separate, non possono più essere descritte come due entità distinte, perché tutto quello che accade a una

continua a influenzare il destino dell’altra. Anche ad anni luce di distanza.”

 

Simona Sparaco non si smentisce mai ed è tornata in libreria con un romanzo che tiene decisamente testa ai precedenti. Un romanzo delicato, dolce ma non stucchevole, con una storia che scivola tra le mani con una irruenza tipica delle storie d’Amore con la A maiuscola.

Con la sua scrittura poetica Simona ci accompagna a Singapore, che per Lea rappresenta una scelta costretta dal lavoro del marito, avvocato di successo. Una bolla di agi e lusso a cui si è abituata in fretta ma non senza rimpiangere la vita meno perfetta ma più passionale che conduceva nella sua amata Roma. La malinconia ogni tanto prende il sopravvento ma la ragione le dice che, invece, ha fatto la scelta giusta, sposando in primis Vittorio e poi trasferendosi in un luogo meno caotico e più all’avanguardia della bella Italia. Antonio sembra proprio l’uomo giusto per lei: deciso, sicuro di sé, che sa prendere ogni situazione di petto. Esattamente ciò di cui Lea ha bisogno per compensare le sue mancanze. Infatti, quando si sono incontrati, Lea era una ragazza ripiegata su se stessa, viveva la sua vita nell’ombra di un amore che le dava il tormento nell’anima e nel corpo e non sapeva se si sarebbe mai riuscita a risollevare. Giacomo lo aveva conosciuto venti anni prima, quando aveva chiesto il suo aiuto con le ripetizioni di matematica; lui che coi numeri ci sapeva proprio fare. Introverso e all’apparenza poco disponibile a lasciarsi andare, ha presto rubato il cuore di Lea e, a più riprese, si sono amati ma di un amore malato, di quelli che fanno soffrire e sono già una causa persa in partenza. Ma Lea lo ama, di quell’amore travolgente, che non sente ragioni ma che è solo istintivo e irrazionale. Lei ama proprio lui, l’alunno promettente, il professore corteggiato, l’editore inaspettato, l’amante passionale che le fa perdere ogni connessione con la realtà, e poi anche l’uomo codardo che non si lascia andare e sembra disposto a perdere l’unica persona che lo ama veramente, più di se stessa.

Una volta accantonato il sogno di poter condividere la sua vita con lui, decide di sposare Vittorio e di vivere una vita che, in fondo, non le è mai appartenuta. Ma quando è posta di fronte alla richiesta di tornare a Roma per lavorare sul romanzo che ha scritto e che è stato accolto con entusiasmo da un editore, ecco che le sue certezze crollano. Ma non ha alcun dubbio: lei tornerà a Roma per realizzare almeno questo piccolo sogno e riprendersi una rivincita verso la vita.

“Tutto avviene per caso o per necessità”

Ma il passato presto la travolgerà e lei resterà sull’orlo del baratro indecisa se buttarsi o se salvare tutto quello che ha costruito fino a quel momento.

Un romanzo che fa riflettere sull’amore e sul destino, una storia dolce – amara che parla dell’infinito contrasto tra ragione e sentimento.

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Abbinamento (Sommelier Silvia Menini)

Un libro dolce amaro lo possiamo abbinare a un buon Sauternes, un vino conosciuto a livello internazionale che riscontra sempre molto successo. Il Sauternes può considerarsi uno dei vini più particolari, difficili, faticosi e costosi del mondo. La sua produzione è l’effetto del cancatenarsi di diversi fattori quali la zona di produzione, la vendemmia e l’uva. I vigneti devono godere di un particolare clima che permetta alla muffa nobile (Botritys Cinerea) di sviluppasi e renderlo unico.

Azienda: Chateau Filhot

Vino: Sauternes

Tipologia: Bianco dolce

Annata: 2001

Vitigno: Moscadello, Sauvignon, Samillon

Classificazione: Crus Classés de Sauternes. Appellation Sauternes Controlée

Grado alcolico: 14%

Temperatura di servizio: 10°

Gli occhi dicono: Color oro zecchino brillante

Il naso dice: Intensi e tipici sentori di spezie come vaniglia e zafferano, albicocca in confettura, banana matura e miele millefiori, il tutto avvolto da sfumature iodate e salmastre.

La bocca dice: Delicatamente dolce e morbido, ben sostenuto da acidità e sapidità quasi salina e con lungo finale dove tornano le note di caramello e iodio.

Abbinamenti: Perfetto con formaggi erborinati o con una scaloppa di foie gras.

 

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