Tina di Pino Cacucci

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Titolo: Tina

Autore: Pino Cacucci

Casa Editrice: Universale Economica Feltrinelli

Anno di edizione: 2009

Pagine: 212 pp.

Prezzo: 8 Euro

Autore della recensione: Carla Manfredi

Suggerimenti per abbinamento vino:  rosso, corposo

“Perché il fuoco non muore”. È l’ultimo verso di un’ode che il poeta cileno Pablo Neruda dedicò a Tina Modotti, all’anagrafe Assunta Adelaide Luigia Modotti, fotografa e rivoluzionaria nata ad Udine nel 1896 ed emigrata giovanissima negli Stati Uniti.

Pino Cacucci (ricordate “Puerto Escondido”, da cui Salvatores ha tratto l’omonimo film?) le ha dedicato un’intensa biografia romanzata, ricca di riferimenti storici e citazioni dalla corrispondenza e dalle cronache dell’epoca.

Trabocca passione l’esistenza di Tina, provata dagli stenti della povertà in Italia, lambita dalle promesse di un facile successo nella Hollywood dei primi anni del Novecento,  attratta dalla finzione teatrale, infine carpita dall’arte della fotografia e risucchiata nel vortice della lotta comunista e antifascista.

Veneto, California, Messico. Queste le prime tappe del suo percorso, che la vedono quasi sempre accanto a figure maschili e femminili dominanti come Edward Weston, il quale le svela i segreti della fotografia e la conduce con sé in Messico, da lui definita terra degli estremi e paradiso della creatività.

Lì conosce l’estrosa e provocatoria pittrice Frida Kahlo e il suo compagno Diego Rivera, massimo esponente del muralismo messicano nonché attivissimo membro del partito comunista.

Arte e denuncia sociale sono per Tina quasi sempre indissolubili, le sue foto sono uno specchio della vita dei campesinos, degli operai, degli uomini e delle donne dei villaggi dell’entroterra.

Quasi inevitabile il suo coinvolgimento all’interno del partito comunista italiano, a fianco di Vittorio Vidali, suo nuovo compagno ed agente segreto al servizio dell’URSS, per sostenere le Brigate internazionali in Spagna e svolgere attività a sostegno dei servizi sovietici, mentre in Italia imperversa la dittatura fascista.

La permanenza in Russia non è priva di contraccolpi, Tina si scontra con la burocrazia sovietica ed i metodi di controllo del partito comunista, aspetti di un sistema che assume sempre più le sembianze di un nuovo regime.

Quella di Tina Modotti è una vita ricca di esperienze a volte estreme, spinta sempre al massimo verso una tragica fine avvolta dal mistero.

L’essenza di Tina, donna inquieta e passionale, è racchiusa tutta in un verso, dedicatole dal suo primo marito, poeta e pittore canadese, quando ormai sapeva di aver perso il suo amore: “Tina è il rosso del vino, così prezioso da lasciarlo posare con delicatezza perché diventi ancora più prezioso”. Come non farsi coinvolgere leggendo la sua biografia?

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ABBINAMENTO VINO: (Sommelier Silvia Menini)

Un vino californiano, come una delle tappe della protagonista. Un vino prezioso che va gustato dopo averlo fatto riposare, per far sprigionare tutto il suo potenziale.

“Tina è il rosso del vino, così prezioso da lasciarlo posare con delicatezza perché diventi ancora più prezioso”

 

Zona: California U.S.A.

Vino: Zinfandel Napa Valley

Vitigni: Zinfandel

Azienda: Beringer Vineyards

Tipologia: Rosso

Titolo Alcolometrico: 14°

Annata: 2005

Temperatura di servizio: 16-18°

 

Esame visivo: Rosso rubino con riflessi granato e consistente

Esame olfattivo: Profumo intenso, fine, con una certa pulizia nei profumi e una linearità. Ricorda le ciliege, frutti rossi ben maturi, lamponi. Rosa e fiori rossi. Pepe e una leggera speziatura che potrebbero migliorare con il tempo e con l’attesa.

Esame gusto-olfattivo: Fine e abbastanza tannico; l’equilibrio del vino migliora grazie ad una paziente attesa.

 

Note:

Lo Zinfandel è sempre stato considerato un vitigno autoctono della California ma solo recentemente si è scoperto, da uno studio del DNA, che le sue origini risiedono in Puglia nel Primitivo, che a sua volta pare discendere dal Plavac Mali, un’uva della Croazia.

Un vitigno veramente internazionale!

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