Economisti che sbagliano di Alessandro Roncaglia

economisti che sbagliano

Titolo: Economisti che sbagliano – Le radici culturali della crisi

Autore: Alessandro Roncaglia

Casa Editrice: Editori Laterza

Anno di edizione: 2010

Pagine: 117 pp.

Prezzo: 12 Euro

Autore della recensione: Federico Baldelli

 

“Noi la crisi non la vediamo?!” è questo il monito che l’autore, professore ordinario di Economia politica all’Università La Sapienza di Roma nonché socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, sembra lanciare a molti dei suoi colleghi che, in ossequio ad una cultura economica dominante, si ostinano a non scorgere i gravi errori di fondo nell’impostazione del sistema, ai quali ovviamente si aggiungono importanti interessi economici di lobby finanziarie.

Il libro, a differenza di molti altri volumi dedicati alle cause e agli effetti della crisi, peraltro anche qui richiamati in rassegna con acutezza e profondità di analisi (sviluppo abnorme e sregolato dei mercati finanziari, indebitamento privato tramite credito al consumo, bolla immobiliare, mutui “ninja”, blocco dei prestiti interbancari, prossima crisi valutaria, etc.), ne indaga le sue radici culturali più profonde, senza fermarsi alla superficie di una previsione su un prossimo ciclo economico a V, a L piuttosto che a W.

Tali radici, secondo Roncaglia, sono essenzialmente rintracciabili in una sottovalutazione dell’incertezza da parte del mainstream economico, che ha marginalizzato riflessioni considerate “esterne alla vera scienza”, avanzate, anche in tempi non sospetti, da autorevoli economisti quali Roubini, Paolo Sylos Labini (maestro dell’autore), Sarcinelli, risalendo fino ad un keynesiano quale Minsky, famoso per la sua teoria sulla fragilità del sistema della “Ponzi finance”.

Particolarmente significative diventano così le pagine dedicate ad un approfondimento sul concetto di rischio e incertezza (dalla visione classico-frequentista, alla visione soggettiva fino a quella keynesiana, che sembra preferire l’autore), a partire dal quale emerge come la crisi possa essere ricondotta ad un utilizzo di una specifica teoria della probabilità che non contempli imprevisti e sorprese (i “cigni neri” di Taleb) e che riponga eccessiva confidenza nelle stesse tecniche di previsione. Questo eccesso di fiducia verso l’abilità tecnica di certi modelli economici di previsione degli andamenti delle variabili economiche, visto da un altro punto di vista, è peraltro funzionale ad una legittimazione delle elevate retribuzioni garantite alle stesse istituzioni finanziarie.

La sottovalutazione dei tipi di rischio, anche grazie alla connivenza delle agenzie di rating, alla diffusa deregolamentazione dei mercati e all’aumento della “natura speculativa” delle operazioni finanziarie, ha determinato una sostanziale riduzione dei margini di garanzia (costi per intermediari ed operatori), esponendo il sistema a quella che un profondo conoscitore delle borse come Soros – altro nome ricorrente tra le citazioni di Roncaglia – ha definito l’onda lunga della “superbolla”, avviata dagli anni ’80 con Tatcher, “raeganomics” e Washington consensus.[User1]

Siamo ai giorni nostri, alla necessità di un cammino di retrenchment, di ritirata e restringimento della dimensione del settore finanziario o quantomeno all’esigenza di una nuova formulazione delle regole di vigilanza, trasparenza e di limitazione dei conflitti di interesse, perché, in analogia a quanto può avvenire per un terremoto, costruire a monte con vincoli “antisismici” può indurre anche poi i tecnici a sbagliare meno nelle loro previsioni.

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ABBINAMENTO VINO: (Sommelier Silvia Menini)

Un vino rosso, corposo, come il contenuto intenso e sicuramente non di agevole lettura… su ogni pagina bisogna soffermarsi un po’… anche perché appare quasi “invecchiata” per il tempo che si presume possa essere stato speso per richiami bibliografici e riferimenti storici.

Zona: Lazio I.G.T.

Vino: Cabernet Franc 2007

Vitigni: Cabernet franc 100%

Azienda: La Rasenna

Tipologia: Rosso

Titolo Alcolometrico: 14%

Temperatura di servizio: 18-20°

Prezzo: 11 euro

 

Esame visivo: Rosso rubino intenso e profondo,

Esame olfattivo: Bouquet dal carattere speziato con sentori di frutti rossi e di fieno con l’evoluzione. I caratteri tipici del Cabernet Franc sono quello erbaceo, di frutta rossa, la persistenza,la complessità e l’armonia che ne fa un vino estremamente equilibrato.

Esame gusto-olfattivo: Deciso, armonico ed equilibrato. I tannini sono presenti con un certo spessore.

Abbinamenti: Primi piatti strutturati, carni rosse, selvaggina e formaggi di media stagionatura.

Note: Un vino che va fatto ossigenare almeno un’ora prima per fare esprimere tutta la sua forza.

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