Lo zio Oswald di Roald Dahl

lo zio oswald

Titolo: Lo zio Oswald

Autore: Roald Dahl

Casa Editrice: Longanesi

Anno di edizione: 2014

Pagine: 247

Prezzo: 14,90 euro

Autore della recensione: Silvia Menini

Un Don Giovanni da strapazzo? No. Non proprio. Un discepolo, forse. Ecco Oswald, un uomo eccentrico, intelligente, ambizioso, con un altissimo (quasi spropositato) senso degli affari e un’altrettanta elevata attrazione per il gentil sesso. Un raffinato viveur devoto al culto del bello, dei vizi, e del lusso.

Tutto inizia con una scoperta a dir poco eccezionale (e accidentale), le insospettabili virtù afrodisiache dello scarabeo vescicante sudanese, che lo portano ad arricchirsi fin dalla giovane età. Infatti, mollato tutto, parte per racimolare più scarabei possibili e fabbricare così delle pastiglie che vende poi a un prezzo esorbitante.

“Per quanto mi riguarda, mi è sempre stato difficile prendere le cose troppo sul serio e sono convinto che se tutti seguissero il mio esempio vivremmo in un mondo migliore. Non ho alcuna ambizione. Ormai dovreste conoscere bene il mio motto: “Meglio esporsi a un blando rimprovero che svolgere un compito gravoso”. Alla vita chiedo una cosa sola: divertirmi. Ma prima di poter giungere a questo lieto fine ovviamente bisogna aver accumulato un bel po’ di soldi. I soldi sono fondamentali per vivere da sibarita. Sono la chiave del regno. Quasi certamente il lettore pignolo replicherà: “Dici che non hai ambizioni, ma non capisci che il desiderio di ricchezza è in sé una delle ambizioni più deplorevoli?”

Non è necessariamente vero. A determinare se sia o non sia deplorevole è il modo in cui si acquisisce la ricchezza. E io, quanto ai metodi utilizzati, sono un tipo rigoroso. Mi rifiuto di acquisire ricchezza a meno che tale processo non obbedisca a due regole d’oro. In primo luogo, deve divertirmi moltissimo. In secondo luogo, deve recare molto piacere a coloro ai quali sottraggo il bottino.”

Ma a lui tale ricchezza non basta e, grazie a un’altra scoperta del professore di chimica A.R. Woresley (lo sperma si può congelare e far durare nel tempo!) e alla sua partner d’affari (e non solo) Yasmin, decide di rubare il seme dei più grandi geni dell’epoca – Picasso, Freud, Einstein, Proust, Puccini… – per poi rivenderli post mortem a donne aristocratiche che non si accontentano di avere un figlio da un uomo “normale”. Tutto sembra filare liscio… fino a che…

Uno humor raffinato, surreale, ma divertente, che fa sorridere di incredulità. Un romanzo, ambientato nell’Europa di inizio Novecento, spassoso e leggero ma che, con la sua irriverenza, lo porta a essere anche fuori dagli schemi, tanto da poterlo definire “politically scorrect!”.

Inoltre, il 10% dei diritti d’autore derivanti da “Lo zio Oswald” viene devoluto a iniziative benefiche delle Roald Dahl Charities. Un motivo in più per acquistarlo!

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ABBINAMENTO VINO: (Sommelier Silvia Menini)

Questo è un libro irriverente, divertente, fantasioso e racconta la storia di un Dongiovanni prima adolescente e poi uomo. Un personaggio alternativo, con un occhio sempre ai profitti e alle opportunità di business. Un uomo che, però, le occasioni se le creava. Il vino da abbinare può essere solo uno: uno Champagne. Nulla di più, nulla di meno. Perché? Perché nel libro se ne bevono a fiumi!

Zona: Champagne

Vino: Krug 2003 millesimato (Vintage)

Vitigni: 46% Pinot Noir, 29% Chardonnay, 25% Pinot Meunier

Tipologia: Spumante

Titolo Alcolometrico: 12°

Temperatura di servizio: 8-10

 

Esame visivo: colore dorato

Esame olfattivo: note di agrumi, prugna, miele e brioche

Esame gusto-olfattivo: frutti estivi, pompelmo rosso, aromi di caldarroste e torta di mele caramellate.

Abbinamenti: si abbina perfettamente a piatti a base di mela cotogna e agrumi, come ad esempio tajine di vitello o agnello, pesce delicato, crostacei ricoperti da salsa a base di agrumi. Pietanze con spezie, cannella e curry. Adatto anche come dessert, con un dolce di pane con coulis di ribes rossi o gratin di agrumi.Krug 2003 si abbina perfettamente a piatti a base di mela cotogna e agrumi, come tajine di vitello o agnello, pesce delicato e/o crostacei ricoperti di salsa a base di agrumi o, ancora, ostriche al gratin. Anche ricette con spezie, cannella e curry si sposano perfettamente con Krug 2003. Come dessert, un dolce di pane con coulis di ribes rossi o gratin di agrumi.

Note: Krug, per rendere omaggio all’annata del 2003, caratterizzata da un sorprendente calore, chiamando questo vino “Vivacité Solaire” (Vivacità Raggiante). Caratteristica che si adatta perfettamente a questo romanzo!

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