Il bizzarro incidente del tempo rubato di Rachel Joyce

Il Bizzarro

Titolo: Il bizzarro incidente del tempo rubato

Autore: Rachel Joyce

Casa Editrice: Sperling Kupfer

Anno di edizione: 2013

Pagine: 384

Prezzo: 17,90 euro

Autore della recensione: Silvia Menini (recensione tratta da MRS)

Siamo nel 1972 e Byron Hemmings ha undici anni. Sembra avere proprio una vita perfetta: vive in una grande casa, ha una madre attenta e impeccabile, frequenta una scuola privata prestigiosa che gli aprirà le porte per una carriera fiorente. Il suo migliore amico James, un ragazzino sveglio e intelligente, legge il Times ed è proprio lì che scorge la notizia che cambierà per sempre la vita di Byron: per allineare gli orologi al movimento naturale della terra, verranno aggiunti due secondi al tempo. Per Byron diventa un’ossessione e aspetta trepidante il momento fatidico. È infatti convinto che dopo ciò le cose non saranno più le stesse, e che alterare il tempo provocherà sicuramente delle conseguenze irreparabili.

“Quando succederà non te ne accorgerai. Due secondi non sono niente.”

Byron si sentì ribollire il sangue nelle vene. Fece per alzarsi ma poi si rimise a sedere.

“E’ proprio questo che la gente non capisce, Due secondi sono una cosa enorme. Sono la differenza tra qualcosa che succede e qualcosa che non succede. Puoi fare un passo in più e cadere da un burrone. E’ molto pericoloso!”

La conferma ai suoi timori arriva la mattina in cui sua madre sceglie un itinerario diverso per accompagnare lui e la sorella a scuola. Sono in ritardo, c’è traffico. La Jaguar procede nelle vie di un quartiere che dovrebbe invece essere evitato. Dalla fitta nebbia si intravvedono case fatiscenti, alberi imponenti e poi, all’improvviso, una bambina su una bicicletta rossa. Proprio nello stesso istante in cui Byron vede la lancetta del suo orologio tornare indietro di due secondi. La madre non si accorge che la bicicletta è finita sotto la Jaguar e riprende il suo tragitto come se nulla fosse successo. Solo Byron ne è a conoscenza e deve ora vivere con questo segreto o confessarlo cercando di convincere la madre a rimediare… ma con la consapevolezza che nulla sarà più come prima.

“Quello che voglio dire è: perché siamo schiavi di qualcosa che è solo un insieme di regole? Sì, ci svegliamo alle sei e trenta. Andiamo a scuola alle nove. Pranziamo all’una. Ma perché?”

“Perché se non lo facessimo ci sarebbe il caos. Ci sarebbe gente che va al lavoro e gente che pranza e gente che va a letto. Nessuno capirebbe più cosa è giusto e cosa non lo è!”

Diana rifletté, succhiandosi l’angolo sinistro del labbro. Poi disse: “Sto cominciando a pensare che il caos sia sottovalutato!”

La sua vulnerabilità, e quella della madre saranno destinate a incrociarsi, a districarsi negli avvenimenti della vita, a tessere una tela così fine che prima o poi si romperà. Ma un gesto basterà a riscattarsi, a capovolgere il corso del tempo e a cambiare una sorte che sembra inevitabile.

“Non esistono incidenti. Tutto succede per un motivo, e questo motivo è dentro di noi.”

Questa storia viene raccontata nei capitoli dispari. In quelli pari invece c’è Jim, un uomo che dalla vita sembra non abbia avuto nulla se non disturbi ossessivo-compulsivi che lo fanno sentire al sicuro, ma che lo hanno portato a passare la maggior parte della sua vita in manicomio. Quando finalmente gli viene concessa (per cause di forza maggiore) la libertà, lui non sa che farsene. È solo, la sua famiglia lo ha ripudiato e si chiude nelle sue paure e nell’isolamento quasi totale. Solo quando incontra l’esuberante e tutt’altro che metodica Eileen, Jim rimetterà in discussione il suo stile di vita, aprendole il suo cuore.

Due storie, quelle di Byron e Jim, che sembrano slegate tra loro, ma che saranno destinate a incrociarsi.

Un romanzo che tocca l’anima e che lascia, forse, un po’ l’amaro in bocca. Ci sono molti personaggi, vividi, dalle diverse sfaccettature e diversi tra loro, che mettono in evidenza una società un po’ malata, e delle relazioni umane talmente realistiche che ci si spaventa a leggerle.  Un romanzo che commuove e che parla di senso di colpa, di dolore, quello vero, di amore e di amicizia.

 

Rachel Joyce è nata nel Gloucestershire, dove vive tuttora con il marito, i quattro figli e molti animali. Ha lavorato diversi anni per i canali radiofonici della BBC. Il suo primo romanzo, L’imprevedibile viaggio di Harold Fry, è stato un bestseller da un milione di copie, pubblicato in trentaquattro Paesi e candidato al Man Booker Prize. Questo è il suo secondo, attesissimo, romanzo.

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ABBINAMENTO VINO: (Sommelier Antonio)

Per due storie che si incrociano, due vitigni autoctoni friulani che si possono vinificare tranquillamente in solitaria ma che la famiglia Zorzettig di Ipplis di Premariacco (Udine) ha voluto unire: ecco che il più delicato schioppettino e il più aggressivo pignolo danno vita all’Arcione. Per metterli d’accordo sono necessari un breve periodo di appassimento delle uve dopo la vendemmia, almeno 3 anni di invecchiamento del vino in grandi botti di rovere francese (i tonneaux) e un ultimo periodo di affinamento in bottiglia: l’armonia finale però ripaga degli sforzi compiuti.

 

Azienda: LA TUNELLA

Vino: L’Arcione

Vitigno: 50% Schioppettino, 50% Pignolo

Tipologia: Rosso

Denominazione: Colli Orientali del Friuli DOC

Titolo Alcolometrico: 14,5%

Temperatura di servizio: 18°

 

Esame visivo: rosso rubino intenso, quasi impenetrabile.

Esame olfattivo: elegante e intenso, note fruttate di marasca e frutti di bosco accompagnate da una piacevole liquirizia.

Esame gusto-olfattivo: robusto e rotondo, si lascia bere facilmente ma lascia una lunga scia in bocca che ne esalta l’equilibrio e il sapore.

Abbinamenti: provato di recente con una grigliata mista di carne e fuori pasto con del Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi con piacevoli sensazioni in entrambe le occasioni. Non dovrebbe aver problemi a reggere il confronto anche con arrosti e selvaggina.

Nota: il terreno tipico di questa zona è la ponca, argilla ricca di microelementi risalente a più di 40 milioni di anni fa, quando il Friuli era un fondale marino… è così compatta da sembrare quasi una roccia ma appena viene a contatto con elementi corrosivi (aria, acqua) perde tutta la sua finta consistenza ridiventando argilla sciolta.

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