Laura Schiavini. L’intervista

laura schiavini

Come e perché hai deciso di scrivere questo libro? Cosa ti ha ispirata?

L’ispirazione è nata dal programma televisivo sui sex toy che ho visto a New York. Sorprendente ed esilarante. Ma anche dalla voglia di scrivere un romanzo che parlasse di sesso in maniera leggera e ironica, andando un po’ controcorrente rispetto ai romanzi di genere sado maso che imperversano ultimamente.

 

Quanto tempo hai passato a scrivere il romanzo? A quali difficoltà sei andata incontro?

Per la prima stesura, quella che ho pubblicato come self, ho impiegato poco più di un mese. Ma era breve, solo un centinaio di pagine. Tuttavia è salito subito ai primi posti in classifica negli store on line, tanto da essere notato da Newton Compton. Dopo che è stato acquisito dalla casa editrice, su suggerimento dell’editor, l’ho ampliato. Credo che la difficoltà maggiore sia stata questa. Ossia aggiungere delle parti e approfondirne altre senza stravolgere la trama o appesantirla troppo.

La fase dell’editing è stata la più intensa, ma anche la più interessante. Con la mia editor, Alessandra Penna, ho avuto un feeling immediato. È una persona molto capace, disponibile ed estremamente sollecita nei confronti degli autori.

Il tutto ha richiesto ulteriori tre mesi di lavoro.

 

Come evolve il personaggio di Amy?

Amy è una giovane donna un po’ sfigata. A trent’anni non ha ancora incontrato l’amore e la sua vita sessuale lascia molto a desiderare. Anche la sua vita lavorativa non è delle migliori. Non è facile essere una giornalista di gossip a NY, specie se non hai i contatti giusti e una capa un po’ eccentrica che le propone bizzarre interviste, come quella sui sex toys.

Per fortuna può contare sui suoi amici: Maggie e Phil. È stata Maggie a procurarle il lavoro al Manhattan Rumors e sarà proprio lei a mettersi di traverso nella sua relazione con Robin, il non plus ultra in fatto di sesso, ma anche uno sciupa femmine incallito. Quanto a Phil, omossessuale dichiarato, è l’amico ideale a cui confidare le pene d’amore, che sa sempre come consolarla.

Amy si trova ad affrontare una serie di vicissitudini che riesce a superare grazie alla sua autoironia, una qualità secondo me molto importante. Alla fine farà di necessità virtù, sfruttando la sua esperienza di sesso dolce per lanciare una specie di crociata nella sua nuova rubrica di successo. Ovviamente in tutto ciò i sentimenti occupano una parte preponderante.

Tuttavia tengo a precisare che il romanzo non è un chick lit così leggero come può sembrare. Anche se in maniera lieve affronta il tema della violenza sulle donne, un argomento cui sono molto sensibile.

 

Quanto c’è di te nella protagonista?

L’essere autoironica ed essere nata l’11 febbraio come Maggie e Jennifer Aniston, la diva cui lei si ispira.

 

Cos’è il sesso dolce?

Una nuova, vecchia frontiera, fatta di gesti teneri, pacati e perché no? Sofisticati. Nel sesso, secondo me, la fantasia conta più di un paio di manette o di una sculacciata.

Dove i partner acquisiscono pari diritti, senza prevaricazioni.

 

Secondo te gli uomini sono un po’ restii a praticarlo perché hanno paura di perdere la loro virilità?

Un po’ sì, ma va detto che a molte donne piace l’uomo rude e violento. Credo sia un istinto ancestrale, nato nella notte dei tempi. Però mi chiedo: se nel corso dei secoli abbiamo cambiato mentalità e ci siamo evoluti rispetto a tante questioni, perché non possiamo farlo anche nei confronti del sesso? Fermo restando che i gusti sono gusti e non tutti sono alla menta.

 

Parlando di te:

Cosa significa per te essere scrittrice? Come è iniziata la tua avventura?

Credo sia un modo di essere. Io ho iniziato a inventare storie fin da piccola, storie che però restavano nella mia mente poiché mi rendevo conto di non essere pronta, nonostante alle elementari avessi vinto una borsa di studio per un tema in classe. Sono trascorsi molti anni prima che cominciassi a fare sul serio.

Qualcuno sostiene che non si dovrebbe scrivere prima dei quarant’anni, be’ io ho iniziato suppergiù a quell’età mandando un racconto a una rivista, che l’ha subito pubblicato.

Il riscontro è fondamentale, almeno per quanto mi riguarda, per continuare a scrivere. E per riscontro intendo veder pubblicati i propri lavori. Ma questo è solo l’inizio cui deve seguire il gradimento dei lettori.

Dalla mia prima pubblicazione (ricordo ancora la grande emozione nel ricevere la fatidica telefonata) non mi sono fermata più. Ho pubblicato sia libri, sia racconti e romanzi per una delle più importanti riviste di narrativa femminile.

 

Qual è la cosa migliore di essere una scrittrice? Quale la cosa peggiore?

Vivere vite diverse dalla propria con la facoltà di cambiare le cose, di far succedere quello che si vuole, anche se a volte i personaggi si ribellano e vanno per conto loro.

La peggiore è sentirsi esposti sia al gradimento sia alle critiche dei lettori. Mi imbarazzano entrambi.

 

Qualche consiglio per chi vorrebbe seguire il tuo esempio?

Leggere tanto, iniziando dai grandi autori per poi passare ai contemporanei. Leggere un buon libro vale più dei vari corsi di scrittura creativa. A meno che uno non sia un genio porsi all’inizio piccoli ma raggiungibili obiettivi. A differenza di quando ho iniziato io, il web offre moltissime possibilità. Una fra tutte l’autopubblicazione. Ma attenzione, prima di affidare alla rete il proprio lavoro è bene curarlo il più possibile, sia dal punto di vista della scrittura che della grafica.

 

Quali erano le sfide cui sei andata incontro nel pubblicare il tuo libro?

Quando si pubblica con una casa editrice importante la competitività è più accentuata e le aspettative diventano più alte. Se il romanzo non va ti bruci le possibilità di pubblicarne un altro con lo stesso editore.

A qualcuno piace dolce va un po’ controcorrente rispetto ai romanzi erotici di successo, quindi non è detto che incontri il favore dei lettori, anche se per ora ha ricevuto parecchi assensi.

 

Un progetto per il futuro

Il 19 giugno esce, sempre per Newton Compton, l’antologia Baci d’estate. Cinque racconti rosa scritti da cinque autrici, compresa la sottoscritta.

E nei primi mesi del prossimo anno pubblicherò un altro chick lit, ambientato a Trieste, dal titolo provvisorio Precari, yoga e galline.

 

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