Mi ami e non lo sai di Tiziana Merani

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Titolo: Mi ami e non lo sai

Autore: Tiziana Merani

Casa Editrice: Giunti

Anno di edizione: 2014

Pagine: 160

Prezzo: 9,90 euro

Autore della recensione: Silvia Menini (recensione tratta da MRS)

Sono ancora giovane. Sì, insomma, abbastanza giovane. Ho circa vent’anni. Dico circa perché fra tredici giorni ne compio ventuno. Ma non mi piace dire che sono arrivato a un traguardo se non l’ho ancora raggiunto. Non so se mi spiego: se uno non ha compiuto diciotto anni, ad esempio, non può prendere la patente, no? Il mondo ha delle regole ben precise. Anche se poi molti divieti sono eludibili.

(Quello per il noleggio di video porno, ad esempio.)

(O quello per l’acquisto di sigarette e alcolici.)

Comunque vent’anni è molto meglio di ventuno. Perché il massimo, lo sanno tutti, sono i sedici anni. E più te ne allontani, più la tua vita assomiglia a quella di tuo padre e dei tuoi zii. E detta tra noi, per quanto io voglia bene al mio vecchiaccio, non ho intenzione di assomigliargli più del minimo imposto dall’imbarazzante legame genetico.

Paolo ha vent’anni. E come sempre le cose non sono facili perché a questa età, si sa, la famiglia si aspetta di più, ma non si è ancora pronti per lanciarsi (con entusiasmo) nel mondo degli adulti. Adorava proprio avere sedici anni. Poteva tranquillamente guardare i cartoni alla tv, fare a botte con gli amici, fare partite di pallone… e tante altre cose che, farle a vent’anni, non è più possibile. E si deve pure cercare un lavoro retribuito… perché, se non si studia, poi i genitori cominciano a scalpitare per vedere qualcosa di fatto che, un figlio fannullone, non lo vuole nessuno.

Un giorno però la sua vita cambia. Riceve la telefonata da un suo ex compagno di liceo, il quale gli propone di scrivere il “Manuale del perfetto seduttore”. E chi meglio di lui che a scuola ci sapeva fare con le ragazze? Poco importa se poi in pratica era una vera frana…

Ma poi incontra Manuela, un’apparizione sul treno che però, una volta scesa, prende per mano un energumeno che non sembra proprio pacifico.

In stazione c’è un tizio grosso, con la testa lucida come una palla da biliardo e una maglietta nera aderentissima sui pettorali enormi. E ora i due camminano affiancati. Tipo coppia. Ecco perché lei non mi ha dato il suo numero. Ha pensato che ci potesse essere un conflitto tra me e Hulk Hogan e voleva proteggermi. Mi ama già.

Ma lui non si da pace e inizia, un po’ per scherzo un po’ per gioco, a ricercare la sua compagnia e a usarla per i suoi esperimenti, propinandole tutti i diversi tipi di seduttori di cui parla nel suo libro semi-serio. Ma la situazione gli sfuggirà presto di mano e la finzione prenderà presto il posto della realtà.

Una commedia divertente, frizzante, briosa… adatta ad aspiranti seduttori ma non solo. Da leggere sotto l’ombrellone o in tram, sarà una compagnia che farà ridere e commuovere.

Tiziana Merani vive a Sestri Levante con il marito e i figli. Ha collaborato con quotidiani e riviste letterarie, traduce e legge continuamente, e ha pubblicato numerosi libri per ragazzi. Devo comprare un mastino, la sua prima commedia romantica uscita per Piemme nel 2012, ha riscosso un grande successo tra il pubblico femminile, così come i sequel Amori a progetto e Se son rose.

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ABBINAMENTO VINO: (Sommelier Antonio)

Leggero, solare, frizzante e distensivo… Quale vino se non il prosecco può racchiudere tutte le caratteristiche tipiche di una commedia? Ecco a voi il prodotto simbolo dell’azienda Foss Marai di Valdobbiadene, tanto che il nome riporta l’indirizzo della cantina stessa, immersa nelle magnifiche colline trevigiane. Un indirizzo da segnare sul navigatore, per chi oltre il vino ama viaggiare a contatto con la natura.

 

Azienda: Foss Marai

Vino: Strada di Guia 109 – Extra Dry

Denominazione: Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG

Vitigno: Glera

Grado alcolico: 11%

Temperatura di servizio: 8°

 

Esame visivo: all’aspetto si presenta brillante, di colore giallo paglierino con riflessi verdolini e bollicine molto fini.

Esame olfattivo: profumo elegante che risalta i sentori floreali e fruttati tipici del prosecco, tra cui spicca la mela che si fa subito riconoscere.

Esame gusto-olfattivo: al primo impatto la bocca viene invasa da un’ondata di bollicine che invece di pizzicare sembrano accarezzare la lingua e il palato, anticipando un piacevole finale dove acidità e residuo zuccherino procedono a braccetto.

Abbinamenti: antipasti di pesce in primis, ideale anche per accompagnare dall’inizio alla fine una tipica cena estiva all’aperto o un ricevimento a buffet.

 

Nota del sommelier: dal 2009, con decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, nei disciplinari di produzione si utilizza il termine “glera” per indicare il vitigno, per consentire al termine “prosecco” di identificare solo la zona di produzione oggetto di tutela attraverso le denominazioni di origine DOC (in Veneto e Friuli) e DOCG (Colli Asolani, Conegliano e Valdobbiadene). Nei Colli euganei questa stessa varietà è conosciuta anche con il nome di “serprino”.

 

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