La strana morte del signor Merello di Nadia Morbelli

La strana morte del signor Merello - cover hd

Titolo: La strana morte del signor Merello

Autore: Nadia Morbelli

Casa Editrice: Giunti

Anno di edizione: 2014

Pagine: 224

Prezzo: 10 euro

Autore della recensione: Silvia Menini (recensione tratta da MRS)

– Ma dove sei? – A Zurigo. In un commissariato di polizia… – In un commissariato? Ma… ma… come mai? Un incidente? Ti avranno mica scippata? E che ci fai a Zurigo? – Diciamo che mi hanno “trattenuta”… Pensavo che se ti metti in macchina ora, domani mattina ce la fai ad arrivare per tirarmi fuori. – Trattenuta? Trattenuta! Oggesù! Cos’è che hai combinato stavolta? – Figurati… Niente… Praticamente niente. È che mi sono spacciata per una giornalista…

 

Siamo al terzo. Di libro e di omicidio. Nadia Morbelli torna a casa dei genitori al termine delle vacanze estive, prima di riprendere il suo lavoro presso una piccola casa editrice a Genova.

È una calma domenica estiva nelle campagne del Basso Piemonte quando il campanello di casa Morbelli suona e la loro tranquillità viene interrotta dalla visita dei nuovi vicini di casa. Il casolare lì sotto, l’hanno ereditato dal signor Merello, morto qualche tempo prima per un semplice avvelenamento da funghi. Se tutti non si pongono alcun quesito sulla provenienza dei funghi che l’hanno avvelenato, Nadia inizia a ragionarci e più ci ragiona, più si accorge che tutta la vicenda ha dei buchi spaventosi. Ma se quell’anno sulle colline della zona di funghi non se n’era visto manco mezzo! E poi chi glieli aveva portati? Qualcosa non le torna e il modo migliore per liberarsi la mente è indagare. Inizia così a ficcanasare nella vita del signor Merello e, quando salta fuori che il defunto teneva appeso sopra il letto un Depero originale e altri tre in cantina, capisce che il suo fiuto non l’ha delusa nemmeno questa volta, soprattutto quando uno di questi risulta mancante all’appello. Dove sarà mai finito?

Quando scopre che è esposto in una nota galleria di Zurigo, eccola che parte per andare a fare due chiacchiere con il proprietario che, “fatalità” non potrà darle le risposte che lei cerca…

Testarda e impertinente, Nadia non si darà per vinta e, tra piatti succulenti tipici genovesi e fiumi di vino, eccola che è sempre più determinata a vederci chiaro e a risolvere il caso, con o senza l’aiuto dell’ex quasi fidanzato Prini (nonché vicequestore), che tenta invece in ogni modo di ostacolarla, per paura che si cacci, come al solito, in qualche guaio.

Un libro che ho letto in un giorno. Che tiene con il fiato sospeso ma che, allo stesso tempo, diverte. Una scrittrice dalla penna irriverente e briosa, casereccia ma anche curata e sofisticata. Un giallo che, al solito, affronta temi importanti. In “Hanno ammazzato la Marinin” si parlava di traffico d’armi, in “Amin, che è volato giù di sotto” di razzismo e commercio clandestino di farmaci e ora? A voi la scoperta!

 

Nadia Morbelli è non solo il nome della protagonista della serie, ma anche il nom de plume dell’autrice, che vuol restare anonima.

Nata a Genova, dove si è laureata in paleografia, lavora in università, è redattrice in una piccola casa editrice e collabora con diverse riviste di settore. Vive tra Genova e il Basso Piemonte, da cui parte della sua famiglia proviene. I momenti più belli della sua vita li trascorre in biblioteche polverose o viaggiando in giro per il mondo.

I primi due titoli della serie sono usciti per Giunti Editore: Hanno ammazzato la Marinin (2012, suo romanzo d’esordio, un successo del passaparola) e Amin, che è volato giù di sotto (2013).

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NOTA SOMMELIER: (Sommelier Antonio Freda)

A metà strada tra il basso Piemonte e la Svizzera, luoghi di ambientazione di questo libro, si trova Boca, un piccolo comune con poco più di mille abitanti in provincia di Novara che può vantare l’esclusiva per la produzione di un vino rosso DOC che porta il nome della stessa località. E’ qui che nel 1998 lo svizzero Christoph Künzli, dopo aver valutato l’enorme potenzialità di quella zona insieme al suo defunto amico enologo Alexander Trolf, fondò l’azienda vinicola Le Piane: dopo neanche 20 anni di attività si può già dire con certezza che si trattò di una scelta vincente.

 

Azienda: Le Piane

Vino: Boca

Tipologia: Rosso

Denominazione: Boca DOC

Vitigno: 85% Nebbiolo, 15% Nespolina

Titolo Alcolometrico: 12,5%

Temperatura di servizio: 18°

Esame visivo: rosso rubino di media intensità.

Esame olfattivo: l’annata degustata, il 2006, vede prevalere ancora le note vegetali, balsamiche e fruttate, ma cominciano a farsi spazio dei sentori destinati con il tempo a prendere sempre più spazio, come il caffè e la liquirizia.

Esame gusto-olfattivo: grande struttura e persistenza per un vino che non ha paura di invecchiare, anche oltre i 10-15 anni, periodo in cui avrà raggiunto il suo massimo equilibrio e sarà in grado di esternare tutta la sua eleganza.

Abbinamenti: carni bianche e rosse, arrosti, zuppe di legumi.

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