Elisabetta Cametti. L’intervista

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Abbiamo intervistato l’autrice di “I guardiani della storia”.

Sei una manager e una scrittrice. Qual è il tuo segreto per conciliare le due cose?

La passione. Amo il mio lavoro e non potrei fare a meno di scrivere. Cerco di dedicare a entrambe le cose tempo qualitativo e non lascio che una prevarichi sull’altra.

Il lavoro mi impegna durante il giorno, ma è un forte stimolo alla creatività: mi porta a conoscere persone, visitare posti, vivere gli attimi e sperimentare nuove emozioni.

La scrittura appartiene alla notte. Il silenzio della sera aiuta la concentrazione: il cellulare non squilla, le mail smettono di intasare la casella di posta… e l’idea di creare mentre il resto del mondo dorme mi dà grande energia.

Raccontaci il giorno in cui hai deciso di sederti e scrivere “K I guardiani della storia”. Cosa è scattato in te? Quali erano le motivazioni?

Scrivo da sempre e di tutto. “K I guardiani della storia” è stato un passo spontaneo, dettato dal desiderio di mettermi alla prova con una trama complessa, ricca di personaggi, di misteri che mentre si dipanano conducono a nuovi enigmi, di cambi di rotta capaci di sorprendere. E volevo che a muoversi in un clima di alta tensione, tra verità storiche e intrighi, fosse una donna… Katherine Sinclaire.

Cosa c’è di te in Katherine?

Katherine come me vive di momenti, non guarda mai al passato, non carica il futuro di troppe attese e cerca di dare un senso al presente.

Entrambe viaggiamo con due bagagli. Quello delle esperienze, che contiene la vita fino a qui vissuta: i traguardi raggiunti ma anche gli sbagli fatti, i momenti da ricordare così come le difficoltà che vorremmo lasciarci alle spalle. E quello dei sogni. Tutte e due lottiamo per fare in modo che il bagaglio dei sogni sia sempre il più grande.

Come è evoluto il personaggio di Katherine dal tuo primo libro (“K I guardiani della storia”) a “K Nel mare del tempo”?

Katherine in questo nuovo romanzo è una donna meno arrabbiata e più disillusa. Ha sofferto, ha provato il dolore della perdita, ha visto in faccia la morte. La sua vita è stata rasa a zero, ma lei non si è arresa alla sconfitta e ha iniziato a costruirsi un nuovo futuro. Due sono le sfide che la attendono: un nemico machiavellico e le conseguenze delle proprie scelte.

Quali sono state le difficoltà che hai affrontato nello scrivere questo ultimo libro?

Io vivo la serie di Katherine come un unico libro di migliaia di pagine, tutte da scrivere. Ogni capitolo è un’avventura, godibile anche se non si sono letti i romanzi precedenti. Dal punto di vista della scrittura, l’elaborazione del nuovo romanzo è stata più fluida. Forse perché ero più allenata, sia per affrontare la fase di ricerca che per costruire la storia e metterla nero su bianco. La tensione è data dalle aspettative: se il primo romanzo ha avuto un buon successo, con il secondo si avverte la necessità di fare un passo avanti, di stupire il pubblico e, in qualche modo, di superare se stessi.

Come mai hai scelto proprio Gattinara come ambientazione?

Dedico molto tempo alla selezione dei luoghi: l’ambientazione deve essere suggestiva e capace di far vibrare il lettore.

In K I guardiani della storia i protagonisti sono gli etruschi e l’isola Bisentina era il loro centro spirituale. Ho arricchito la leggenda che narra di passaggi segreti e tunnel di collegamento tra l’isola e la terraferma con la costruzione di un labirinto sotterraneo, punto esoterico di congiunzione tra Terra, Cielo e Ade.

Per K Nel mare del tempo ho scelto Gattinara, città densa di storia. Di origini romane, è stata per anni teatro di lotta tra Guelfi e Ghibellini. All’inizio del XIV secolo Fra Dolcino ha occupato il forte di San Lorenzo e il castelletto più in basso, denominato Castelle, di cui oggi resta solo la torre. Il mio obiettivo era dare spazio ai rifugi prealpini dove si sono nascosti gli eretici per sfuggire alla persecuzione. Si tratta di vere e proprie stanze sotterranee. La tesi del romanzo è che siano state scavate da uno stratega vissuto nel Medioevo, esperto conoscitore degli ittiti e della loro capacità di costruire città invisibili.

Ci sarà un terzo libro della serie o hai deciso di cambiare storia e personaggi?

Ho in mente la trama del terzo romanzo della serie K: Katherine scoprirà la verità sconvolgente che ha portato Angelica al rogo e si batterà per dare un senso al suo sacrificio.

Ma in questo momento sto scrivendo un nuovo thriller, ad alta tensione e dal ritmo molto accelerato. La protagonista sarà ancora donna e sempre con una K nel nome.

 

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