Il cavallo di ritorno

il cavallo di ritorno

Titolo: Il cavallo di ritorno

Autore: Peppe Lanzetta

Casa Editrice: Cento autori

Anno di edizione: 2014

Pagine: 208

Prezzo: 12,50 euro

Autore della recensione: Silvia Menini (recensione tratta da MRS)

Il cavallo di ritorno è una pratica illegale (più comunemente nota come estorsione) che prevede il pagamento di un riscatto da parte di chi ha subito un furto, per riottenere ciò che gli era stato rubato.

Siamo in una Napoli che non tutti conosciamo. Sì, certo, lo si sa che Napoli proprio sicura sicura non lo è. E poi, dai, lo dicono tutti che i turisti sono sempre invitati a far visita alla città senza gioielli addosso e facendo attenzione alla borsa. Ma fino a che punto conosciamo veramente questa città fatta non solo di cultura, buon cibo e paesaggi mozzafiato, ma anche di criminalità, mafia e degenerazione sociale?

Peppe Lanzetta è un mago nel far immergere il lettore nella Napoli dei bassifondi. Una città povera, costretta alla disperazione e a una vita di imbrogli per sopravvivere. Una città assecondata dalle istituzioni e dai cittadini stessi che, pur di non avere grattacapi, restano al gioco. Ma non solo la città, anche le persone che la vivono. Una squadra di tanti “Diego”. 87 per la precisione. E a capo, Don Salvatore, un “padre”-padrone, che li gestisce e li sorveglia come un vero padre. Li educa al lavoro di squadra, all’essere sempre uniti e coesi, insegna loro, insomma, a stare al mondo. E grazie a truffe, regolamenti di conti, rappresaglie, ecco che loro campano e lui si arricchisce. E chi ha subito il furto, ecco che si ritrova a ricevere una telefonata con le indicazioni di cosa fare (e quanto pagare) per riottenere ciò che gli è stato rubato. Un’auto, il corpo del proprio caro deceduto, o anche i monumenti, perché no.

Il commissario Peppenella si inserisce alla perfezione in questo contesto. Un uomo la cui vita non è poi tanto facile, si ritrova a dover gestire una figlia ribelle, che cerca di attirare la sua attenzione ma con la quale non riesce a instaurare una relazione. Un uomo spento, che vive passivamente e che si rinchiude nel suo essere burbero forse per non affrontare la vita.

“Il commissario Ugo Peppenella ha cinquantatré anni. Ma si è rotto i coglioni. Aspetta la pensione, a che se sa che è ancora presto. Ha avuto sempre talento, però ultimamente è slabbrato. Pesa centoventi chili su un metro e sessantotto di statura, ha la barba incolta, i capelli arruffati e porta le bretelle su camicie enormi. Fuma Chesterfield che non potrebbe fumare, mangia malissimo e soprattutto a tutte le ore, ama le canzoni di Charles Aznavour.”

Quando si vede costretto a indagare su una serie di omicidi inspiegabili, ecco che si butta a capofitto su kebab e birra per calmare i nervi e cercare di trovare il bandolo della matassa. Ma cos’è che gli sfugge e che sembra essere proprio lì, di fronte a lui, che aspetta solo di essere rivelato?

k2479982

ABBINAMENTO VINO: (Sommelier Silvia Menini)

A un libro che mette il lettore di fronte a una realtà così “cruda”, ci vuole un vino morbido, che sappia coccolare il lettore ma allo stesso che non sia troppo impegnativo. Un vino che sia anche espressione di una Campania che risollevi un po’ le sorti di questi territori così martoriati in questo libro. Esistono vari miti e leggende sul nome del vino: “Dio riconoscendo nel Golfo di Napoli un lembo di cielo strappato da Lucifero durante la caduta verso gl’inferi, pianse e laddove caddero le lacrime divine sorse la vite del Lacrima Christi“. Un’altra versione narra invece di Cristo in visita ad un eremita redento che prima del commiato gli trasforma la sua bevanda poco potabile in vino eccellente. Storicamente però il vino, già famoso presso gli antichi Romani, deve la sua fama ed il nome ai monaci che, a partire dal Medioevo, per secoli lo produssero stillando la lacrima dalle uve delle vigne vesuviane.

Azienda: Mastroberardino

Vino: Lacryma Christi del Vesuvio

Denominazione: Lacryma Christi del Vesuvio Bianco DOC

Tipologia: Bianco

Vitigni: Coda di Volpe del Vesuvio 100%

Gradazione alcolica: 12,5%

Temperatura di servizio: 10°

 

Esame visivo: Giallo paglierino

Esame olfattivo: Sentori di frutti maturi, ananas, pesca bianca, pera e aroma tipico di liquirizia

Esame gusto-olfattivo: Vino di struttura equilibrata, in bocca riemergono i sentori di frutta fusi perfettamente con le note minerali

Abbinamenti: Di grande versatilità e di facile abbinamento, ideale con antipasti, primi piatti marinari e pesce arrosto

Annunci

Un pensiero su “Il cavallo di ritorno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...