La locanda delle occasioni perdute di Antonella Boralevi

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Titolo: La locanda delle occasioni perdute

Autore: Antonella Boralevi

Casa Editrice: Rizzoli

Anno di edizione: 2014

Pagine: 252

Prezzo: 18,00 euro

Autore della recensione: Silvia Menini (tratto da MRS)

Quante volte abbiamo ripensato al nostro trascorso e ci siamo domandati come sarebbe andata la nostra vita se solo avessimo fatto scelte diverse?

E se esistesse una locanda, in una stradina nascosta a Parigi, dove, sfogliando il Menù della propria vita, si potesse decidere da dove ricominciare per cambiare, rivivere, riavere quell’occasione che è andata persa e che crediamo abbia condizionato tutto il resto della nostra esistenza? E non dite che non ci avete mai sperato, anche solo per un piccolo istante…

Per Mirella questa è una possibilità reale. Sì, perché lei conosce questa fantomatica locanda, dove effettivamente c’è la possibilità di tornare nel proprio passato per trasformare i rimpianti in occasioni reali. Trafelata e sotto la pioggia parigina, arriva in Rue Thèrése, entra titubante e, sebbene lo scorbutico cameriere Alphonse cerchi di dissuaderla, lei non si arrende finché non ottiene il Menù.

Cominciavo a capire come funzionava lo strano incantesimo del ristorante di rue Thérèse. Era un luogo dove il tempo si accartocciava e il passato tornava vivo, a strattoni, affinché tu avessi la possibilità di riacciuffarlo, di rimettere te stesso nel posto preciso dove eri stato allora, lì dove avevi scelto, magari senza nemmeno rendertene bene conto, di fare una cosa invece di un’altra.

E in quel punto esatto, tu potevi cambiare tutto.

Una volta nelle sue mani lo sfoglia, e viene travolta dal suo passato. Lo sa che è inevitabile. Lo sa che è un passaggio obbligato per ottenere ciò per cui è venuta. La possibilità di rimediare ai propri sbagli è troppo ghiotta per potervi rinunciare così. Ma viene presto travolta da mille sentimenti scaturiti dai personaggi chiave della sua vita che piano piano si materializzano al suo fianco e che le fanno ripercorrere le fasi della sua vita, i dolori, gli amori, gli sbagli, e le decisioni che l’hanno portata a essere quella che è. Ma cosa scegliere? Cosa ha inciso maggiormente per lei e cosa invece può essere lasciato così com’è?

C’era, in quelle pagine, tutto il mio passato, c’erano i miei sbagli e c’era la misteriosa e magnifica possibilità di correggerli. C’era la vita che avevo vissuto, la catena imprescindibile di centinaia di cause e di centinaia di effetti che avevano fatto, di me, me stessa. E c’erano gli snodi cruciali, le piccole oscure lacerazioni della trama in cui infilare l’ago per tessere un ordito differente.

Il Menu me le aveva squadernate davanti, aveva dato a ciascuna una voce e una faccia, aveva creato un reticolo di possibilità. Aveva sostituito il brulicare potente della vita al fiato gelido del passato. Aveva fatto ruotare il prisma della mia esistenza, perché ciascuna faccia avesse luce. E le schegge aguzze mi avevano tagliato, il vetro affilato mi aveva bucato l’anima, e ogni volta ero stata perduta. E ogni volta, mentre il Menu trivellava i miei rimpianti, avevo fatto un metro della dura scalata per tornare in superficie, trovato l’appiglio nella parete oscura del pozzo. E ora sapevo cosa scegliere. Sapevo dove tornare indietro.

“La locanda delle occasioni perdute” è un romanzo dolce e amaro, che ci pone davanti a una domanda fondamentale: se solo potessi, cosa cambierei della mia vita?

Possiamo noi cambiare il nostro destino, rendendo i desideri reali?

Un finale che, forse, mi aspettavo diverso. Un libro che accarezza dolcemente il lettore e lo trasporta, pagina dopo pagina, nel proprio passato.

Antonella Boralevi è scrittrice piuttosto apprezzata anche all’estero. Fra i suoi libri di maggior successo vi è “Il lato luminoso” pubblicato nel 2007 e “Una vita in più” del 2010. Oltre a dedicarsi alla scrittura di romanzi collabora con testate giornalistiche di rilievo e ha firmato saggi e testi appartenenti a vari generi letterari.

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ABBINAMENTO VINO: (Sommelier Silvia Menini)

Un vino che va degustato, apprezzato, capito. Un terroir che si lega all’ambientazione di questo magnifico romanzo: la Francia. Un vino potente, strutturato.

Azienda: Chateaux de Seguin

Vino: Bordeaux Supérieur

Annata: 2012

Zona: Bordeaux

Denominazione: AOC Bordeaux Supérieur

Vitigno: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc

Grado alcolico: 13%

Temperatura di servizio: 16-18°

 

Analisi visiva: Rosso rubino intenso molto scuro, con riflessi violacei

Analisi olfattiva: Profumo intenso, al naso rivela aromi di frutta rossa e nera, leggermente speziato.

Analisi gusto-olfattiva: Morbido, croccante e si percepisce un ritorno aromatico fruttato. In bocca si percepiscono i tannini morbidi e maturi.

Abbinamenti: Perfetto per piatti importanti o anche una semplice bistecca.

 

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