Dimmi che credi al destino di Luca Bianchini

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Titolo: Dimmi che credi al destino

Autore: Luca Bianchini

Casa Editrice: Mondadori

Anno di edizione: 2015

Pagine: 264

Prezzo: 17 euro

Autore della recensione: Silvia Menini (tratta da MRS)

“ Il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora capisci che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo.”

Ispirato a una storia vera, Luca Bianchini ci racconta i tormenti di Ornella la quale, dopo aver affrontato una vita non facile si è finalmente stabilizzata a Londra, dove lavora all’Italian Bookshop. Una sorta di fuga dal suo passato, dalla sua città natale, Verona, e da tutte quelle persone che sente di aver deluso e che non riesce ad affrontare giornalmente. Al suo fianco è rimasta però la Patti, amica del cuore conosciuta negli anni bui e rese ancora più unite dalle difficoltà che hanno superato insieme.

Bernard cominciò poi a chiederle cosa aveva fatto in Italia prima di trasferirsi a Londra, ma Ornella preferì rimanere evasiva. Quando cambi radicalmente vita, hai due possibilità: o rimuovi il passato, e “il prima” lo cancelli con tutte le tue forze fino a convincerti che non sia mai esistito, oppure fingi di non

ricordarlo, ma ogni tanto, quando meno te lo aspetti, riappare.

La sua vita è ormai diventata la libreria, che l’ha salvata quando era disperata e che è presto diventata il suo unico rifugio, una sorta di famiglia per lei. Purtroppo, però, i tempi non sono dei migliori e a risentirne è proprio la libreria e pare proprio che il proprietario abbia deciso di vendere, assicurando così la fine di quello che è stato il punto di riferimento degli italiani a Londra e dei londinesi che vogliono imparare l’italiano. Ma Ornella non si arrende. E perché dovrebbe? La libreria l’ha salvata e ora tocca a lei restituire il favore.

«Quindi lei ha un po’ di tempo per cambiare le cose.»

«Non ci riesco. Quel posto per me è tutto. Gli ho dedicato le mie energie, ho fatto sacrifici… e ora non possono farmi questo. Non me lo merito.»

«Mi ha sempre detto che la libreria l’ha salvata. Ora è lei che deve salvare la libreria.»

Le parole vennero pronunciate con un tono incredibilmente alto per Mr George. Rimbombarono nelle orecchie di Ornella come il tuono che annuncia un temporale. E che per una volta, anziché farle paura, le diede un briciolo di speranza.

«Credo che ormai sia tardi.»

«Non è mai tardi per gli eroi. Non si dimentichi che io ho fatto la guerra e so cosa vuol dire combattere. Tu puoi essere il tuo alleato ma anche il tuo peggior nemico. Quindi la prima cosa da sconfiggere è la paura.»

Decide così di affidarsi ai saggi consigli della Patti la quale di affidarsi a qualcuno che coi numeri ci sappia un po’ fare e abbia spirito di iniziativa. E così Ornella assume Diego, un ragioniere napoletano che lavora dal barbiere lì di fianco che, con il suo entusiasmo e simpatia, possa rimettere in piedi la situazione. Decisione non ben accettata dalla collega Clara ma sostenuta da Mr George con cui condivide la panchina al parco e con il quale si confida, e da Bernard, suo vicino di casa che la osserva da lontano ma la conosce più di quanto lei creda.

Proprio nel momento più importante per le sorti della libreria, ecco che il passato la richiama a se’ ed è costretta a mollare tutto per tornare in Italia.

Dimmi se credi al destino è un romanzo che racconta di una rinascita ed è intriso di speranza per il futuro e per il superamento del passato.

«Cos’altro hai capito di me?»

«Che anche tu sei sola e hai smesso di credere al destino.»

«Questo non è vero.»

«Invece sì. Tu ci credi al destino?»

Ornella sentì un brivido che non aveva mai conosciuto.

«Prima dimmi cos’è il destino.»

«Il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora capisci che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo.»

«Be’, allora ci credo ancora… anche se a volte preferirei che la porta si aprisse del tutto. Magari le cose andrebbero diversamente.»

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Abbinamento (Sommelier Silvia Menini)

È inutile essere bugiardi con se stessi. Mentirsi dicendo di aver dimenticato il passato, o che il passato non conta. Perché finché non lo affrontiamo di petto, il passato non ci lascia ma vive con noi, impregna le nostre giornate e non ci da pace. Ed è così che la protagonista di questo romanzo riesce ad andare avanti… affrontando il proprio passato tornando nella sua città natale, Verona. Ed è proprio da questa terra che viene il vino che ho scelto in abbinamento. Un vino strutturato, importante, che può essere abbinato a piatti succulenti o anche degustato da solo… perché spesso un po’ di solitudine ci aiuta a capire cosa è veramente importante nella vita.

Azienda: Buglioni

Vino: il Bugiardo

Denominazione: Valpolicella Ripasso Classico Superiore DOC

Vitigno: 60% Corvina, 20% Corvinone, 10% Rondinella, 5% Croatina, 5% Oseleta

Annata: 2012

Grado alcolico: 14%

Temperatura di servizio: 16-18°

Analisi visiva: Colore rubino intenso

Analisi olfattiva: Profumo ampio ed elegante di frutta matura e spezie, con leggero sentore di vaniglia.

Analisi gusto-olfattiva: Gusto persistente e caldo, avvolgente ed vellutato

Abbinamento: Perfetto per i risotti, il brasato, le carni rosse alla brace, il bollito veronese, i formaggi di media e lunga stagionatura.

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