Le molliche del commissario di Carlo F. De Filippis

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Titolo: Le molliche del commissario

Autore: Carlo F. De Filippis

Casa Editrice: Giunti

Anno di edizione: 2015

Pagine: 336

Prezzo: 12,90 euro

Autore della recensione: Silvia Menini (recensione tratta da MRS)

«Cosa mi sai dire di questo poveraccio?» «Come prima impressione direi che l’aggressore non voleva dargli una lezione. Perché, se proprio ti è rimasto qualcosa sullo stomaco, un credito da riscuotere supponiamo, gli dai una botta, una sprangata, e te ne vai, mi segui? Questa sembra più una vendetta. Come dite voi vendetta?» «Dalle mie parti i vecchi dicono: ‘a scurdata.» «Sarebbe?» «Che una vendetta si serve fredda, quando il debitore non se ne ricorda più, ‘a scurdata, appunto: quando l’altro se n’è dimenticato.»

 

Due efferati omicidi in quel di Torino e, a risolverli, un commissario un po’ ruvido e con un piglio un po’ beffardo, Salvatore Vivacqua, siciliano trapiantato a Torino. Lui è convinto che ogni assassino lasci dietro di sé delle molliche. Seppur piccole. E sta a chi fa le indagini saperle individuare e interpretare. Ma sarà vero anche per questi casi?

Un pazzo se è lucido non fa molliche. È l’assassino peggiore. O lo pigli subito perché in quanto fuori di testa sbaglia le mosse, oppure rischi di girare a vuoto per molto tempo, perché mangia e non fa molliche.

Ma una, magari piccola, c’è sempre. Si tratta di avere occhi buoni per trovarla.

Cu mancia fa muddiche! Per forza.

Il primo omicidio coinvolge un prete massacrato brutalmente proprio fuori dal confessionale della chiesa della Santissima Trinità. Don Riccardo è stato ritrovato in una pozza di sangue con il cranio massacrato e un braccio quasi staccato. Ma perché qualcuno si è accanito contro quell’uomo che, all’apparenza, non ha nulla nel proprio passato che lo possa ricondurre all’omicida? Che sia una questione di droga, spacciata nella mensa dei poveri? O un conto in sospeso proveniente dal passato? O, proprio come lui sospetta, è solo un tassello di un puzzle molto più complesso?

E poi c’è il corpo ritrovato di una ricca musicista morta per soffocamento. Jolanda Petrini. Potrebbe trattarsi di un gioco erotico, a cui era avvezza, finito male? O il gesto di un amante geloso, magari rifiutato? Gli indagati non sono certo pochi…

Vivacqua sembra brancolare nel buio ma piano piano, mollica dopo mollica, ecco che riesce a ricomporre tutti i pezzi del puzzle per stupirci con un finale sorprendente.

Un romanzo giallo ricco di ironia, di analisi psicologiche e di intrighi che lascia con il fiato sospeso ma, allo stesso tempo, fa divertire.

« Piuttosto tu, con la faccenda Petrini?»

«Siamo che la signora Jolanda Petrini non l’ha ammazzata nessuno: è morta trattenendo il fiato.» «Santandrea ti sparo. Poi dico come sono andate le cose e mi assolvono di sicuro.»

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Abbinamento (Sommelier Antonio Freda)

Per un commissario unire gli indizi di un caso è un compito difficile e paragonabile a quello di un produttore quando decide di fondere più uve per ottenere un nuovo vino. L’impresa è ardua e difficile anche quando i vitigni sono solo due e sono i più diffusi e conosciuti sul pianeta: la soluzione finale sembra scontata, ma il rischio di cadere nel banale e di produrre un vino senza personalità è dietro l’angolo. Non questa volta però: il caso è chiuso e la bottiglia è già stappata.

Azienda: Livio Felluga

Vino: Vertigo

Denominazione: IGT Delle Venezie

Tipologia: Rosso

Vitigni: Merlot, Cabernet Sauvignon

Grado alcolico: 13%

Temperatura di servizio: 16°

Annata: 2014

 

Esame visivo: rosso rubino con riflessi porpora molto luminosi.

Esame olfattivo: intenso, con forti richiami di frutti di bosco accompagnati da note vegetali, balsamiche e leggermente speziate.

Esame gusto-olfattivo: vino dall’impatto forte ma non aggressivo, con un tannino ben levigato, un’ottima bevibilità e un finale fruttato che richiama le precedenti sensazioni provate al naso.

Abbinamenti: piatto tipico dei rifugi alpini con polenta, arrosti e formaggi vari.

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