Titolo: L’importanza di chiamarti amore
Autore: Anna Premoli
Casa Editrice: Newton Compton
Anno di edizione: 26 maggio 2016
Pagine: 320
Prezzo: 9,90 euro
Autore della recensione: Silvia Menini
Anna Premoli è tornata in libreria con un altro romanzo. Questa volta la protagonista è Giada, una ragazza dal carattere un po’ ostico e decisamente particolare, ribelle e anticonformista. Ama fare la dura e farsi vedere forte in ogni situazione ma, soprattutto, distaccata dal mondo che la circonda e quasi insofferente per le cose che reputa troppo convenzionai. Primo fra tutti l’amore. È fidanzata da una vita ma il suo rapporto è ormai ad un punto morto e il rapporto con i genitori è molto conflittuale, tanto che si sente attratta proprio da tutte le cose che loro non approvano.
Ora però, a pochi mesi dalla laurea in Bocconi, sente che la sua priorità è proprio questa, per potersi così rendere indipendente e costruire finalmente la propria strada.
Ma una sera, organizzata per far riconciliare la sua amica Lavinia con Sebastian, incontra un ragazzo che la rende nervosa e ciò la indispettisce non poco. Possibile che un ragazzo così, che incarna tutto ciò che ha sempre odiato, possa metterla in soggezione, proprio lei che è una dura e non si fa certo abbindolare da due begli occhi e da una camicia su misura attillata e che fa risaltare un fisico da paura?
Ma poi la vita va avanti, e Giada inizia uno stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano. Il destino però non è certo clemente e la vedrà a fianco proprio di quel ragazzo che tanto lei detesta: Ariberto Castelli. Un nome un programma.
Riuscirà Giada a superare le complicazioni che la metteranno giornalmente a dura prova? Sarà capace di andare oltre la sua voglia di ribellione e affidarsi, per una volta, ai suoi istinti più profondi, senza pensare troppo?
Un romanzo che vede protagonisti Giada e Ariberto, già presenti nei romanzi precedenti di Anna Premoli. In “L’amore non è mai una cosa semplice” Giada era la migliore amica della protagonista, e anche Ariberto lo avevamo già incontrato. Infatti questo romanzo inizia proprio dalla medesima scena narrata nel libro precedente, ma qui ripresa dal punto di vista di Giada.
Un esempio di attrazione degli opposti: una Giada che vuole distinguersi dalla massa e menefreghista verso le opinioni che la gente ha di lei. Odia chi è troppo attento alle apparenze e chi segue le masse, invece di crearsi una propria identità. Si difende a suon di sarcasmo e aggressività che però, troppo spesso, non la portano dove vorrebbe.
Ariberto invece è il classico bravo ragazzo, che ci tiene alle opinioni altrui, è gentile, allegro e attento a non deludere la propria famiglia.
Un libro romantico, incentrato su due personaggi ben delineati e caratterizzati.
Abbinamento (Sommelier Silvia Menini)
Per questo romanzo ho scelto un vino originario della stessa città della nostra protagonista: Verona.
Azienda: Ca’ Rugate
Vino: Studio – Bianco Veneto IGT
Zona: Monteforte d’Alpone (VR)
Tipologia: Bianco
Vitigno: 60% Trebbiano di Soave, 40% Garganega
Grado alcolico: 13%
Temperatura di servizio: 10°
Vista: Giallo paglierino intenso
Olfatto: Al naso bouquet di pout pourri e tè verde con leggere note di frutta a polpa bianca e pietra focaia.
Gusto: Al palato risulta avvolgente, denso ma non greve, riprendendo la freschezza aromatica contenuta nelle premesse olfattive, si distende in un finale ricco di sapidità e di straordinaria persistenza.
Abbinamenti: Crostacei, carne bianca, piatti di pesce, primi piatti dai sughi leggeri,