Noi viviamo in periferia di Stefano Pellegrini

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Titolo: Noi viviamo in periferia

Autore: Stefano Pellegrini

Casa Editrice: Onda D’Urto Edizioni

Anno di edizione: 2016

Pagine: 144

Prezzo: 13,90 euro

Autore della recensione: Silvia Menini

“Noi viviamo in periferia” è un libro scritto da Stefano Pellegrini, autore romano che vive a Milano. La protagonista indiscussa è la Bovisa, presente in tutti gli episodi in cui è suddiviso il libro che ci regalano una visuale dettagliata di questo quartiere milanese che affascina con la sua eterogeneità di persone e stili. Il personaggio principale racconta la sua quotidianità tipica della periferia milanese. L’opera assomiglia a un quadro dove il pittore si diverte a riempire la tela con delle pennellate che rappresentano luoghi, colori, suoni tipici di questo quartiere. Il lettore rimarrà affascinato dagli aneddoti, pensieri e riflessioni ma soprattutto dalle fotografie che separano un racconto dall’altro.

Come stile di lettura è perfetto per chi desidera passare qualche minuto piacevole mentre si è in coda alla posta, o poco prima di addormentarsi o, come suggerisce l’autore stesso, sulla 90.

Per chi si appassionasse a questi mini racconti… l’autore ha aperto anche un blog a integrazione dello stesso. https://noiviviamoinperiferia.net/.

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Noi ci siamo incuriositi e abbiamo deciso di fare qualche domanda di approfondimento all’autore.

Come mai hai deciso di scrivere un libro sul quartiere di Bovisa? Cosa rappresenta per te?

Potrei dire che, prima ancora che una decisione cosciente, è semplicemente successo. Quando mi sono trasferito nel quartiere ho cominciato a notare piccoli avvenimenti curiosi, a scoprire storie interessanti, a fare qualche bizzarra scoperto; e man mano che queste cose succedevano io le scrivevo, perché ho da sempre l’hobby dello scrivere. Ad un certo punto mi sono ritrovato con una bella pila di storie di periferia, e mi sono detto: perché non raccoglierle in un libro? Potrebbe essere divertente.

Qual è la caratteristica che ami di più di questo quartiere e perché? 

È una contraddizione. È periferia, senz’altro periferia, ma ha anche molte delle rete sociali che caratterizzano i piccoli paesi: ad esempio, il macellaio che ospita tutto il giorno nella sua bottega un anziano signore solo, con cui non ha nessun rapporto di parentela. Adesso Bovisa è in bilico: potrebbe diventare la nuova Isola, ed andare così incontro ad una “gentrification”, o potrebbe diventare ancora più periferia. Non so in che direzione questo quartiere stia andando, ma è senz’altro in evoluzione, e questo è molto affascinante.

Cosa ti piacerebbe che i lettori cogliessero dalla lettura del tuo libro?

Che è un libro che avrebbe potuto essere scritto da ciascuno di loro. Che nasce semplicemente dal guardare ciò che ci circonda, e scoprirne la bellezza, e la poesia. Persino a Bovisa!

Quanto tempo hai passato a scrivere il romanzo? A quali difficoltà sei andato incontro?

 Credo sia stato scritto tutto nell’arco di quattro o cinque mesi, anche se, come dicevo, quando scrivevo i primi pezzi non sapevo ancora di stare iniziando un libro.

Parlando di te:

Spiegaci in poche parole chi sei.

Facile: una contraddizione! Un impiegato di una multinazionale, badge e cravatta al collo, che intervista writer sotto i ponti della circonvallazione e fa serata con i kebabbari. Un immigrato da un piccolo paesino del centro Italia che si è innamorato della periferia di Milano. Uno che scrive ma che non si considera uno scrittore (gli scrittori veri sono altri!).

Come è iniziata la tua avventura?

All’inizio io e Giancarlo Mongelli, il mio coinquilino dell’epoca che ha curato le foto, stampavamo il libro per conto nostro e lo proponevamo nelle edicole e nelle librerie del quartiere; e devo dire che anche così ha avuto un discreto successo, parliamo di circa 2.000 copie vendute. Poi William Facchinetti Kerdudo, della casa editrice Onda D’Urto Edizioni, ci ha scoperto e ha deciso di pubblicarci. E quindi eccoci qua!

Un progetto per il futuro

Sicuramente continuare il blog, e scoprire se la tesi del libro, cioè che le periferie possono essere un bel posto in cui vivere, è vero non solo in Bovisa, ma anche a Quarto Oggiaro o alla Barona. Inoltre ho recentemente comprato casa ad Affori, ed ho quindi tutto un nuovo mondo da scoprire. Poi ho nel frattempo scritto qualche pezzo di teatro, e mi piacerebbe riuscire a portarli in scena. Insomma, tanti progetti, quasi troppi!

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Abbinamento (Sommelier Silvia Menini)

A questo romanzo abbiniamo un vino il cui nome possa essere di buon auspicio per la carriera di questo novello scrittore, per spronarlo a continuare a raccogliere spunti e piccole storie e ad allargare gli orizzonti dei suoi racconti. Non pretendiamo le 4526 pagine che Leopardi può vantare solo con quest’opera, ma non si sa mai…

Azienda: Conti Leopardi di San Leopardo

Vino: Zibaldone

Denominazione: Marche Rosso IGT

Tipologia: Rosso

Annata: 2012

Vitigni: Montepulciano, Cabernet Sauvignon

Grado alcolico: 13,5%

Temperatura di servizio: 16-18°

 

Agli occhi: Rosso rubino consistente con residui riflessi porpora.

Al naso: Profumo elegante con variopinti sentori che spaziano dalla frutta matura alla marmellata di ciliegie, dalle note balsamiche a quelle speziate (cannella, liquirizia).

In bocca: Il tannino e la sapidità mostrano tutto il vigore del vino, che può aspettare ancora un paio di anni per raggiungere il suo equilibrio ottimale. Finale lungo e piacevole.

Abbinamenti: Vincisgrassi, coniglio in porchetta e coratella di agnello, per un tipico menu marchigiano.

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