Dimenticare uno stronzo di Federica Bosco

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Titolo: Dimenticare uno stronzo

Autore: Federica Bosco

Casa Editrice: Mondadori

Anno di edizione: 20 settembre 2016

Pagine: 250

Prezzo: 17 euro

Autore della recensione: Silvia Menini

Un metodo detox che dura tre settimane. Ce la si può fare. Del resto… Federica Bosco è la numero uno quando si tratta di istruirci con simpatia e ironia sugli effetti negativi di una relazione tossica che ci sta impantanando e che non ci permette di essere noi stesse. Ma come tutte le peggiori droghe, anche l’amore non è difficile da superare, soprattutto se per noi è diventato peggio di una droga, di quell’unica sigaretta che abbiamo di proposito nascosto nel cassetto della scrivania per le emergenze e che andiamo a cercare in preda a una crisi d’astinenza che ci potrebbe far accoltellare qualcuno.

Eh sì… perché liberarsi di un amore tossico è una dipendenza come un’altra e non va sottovalutato. Anzi… le regole per liberarsene sono le medesime e bisogna avere una volontà di ferro per uscirne con un briciolo di dignità e con tutti gli amici che non ci evitino come la peste. Perché si sa… non diamo il meglio di noi in piena fase: “ma perché non mi chiama?!” o “esco a ubriacarmi che almeno anestetizzo il dolore”. No no. L’alcol, il gelato, il piangere e lo sfogarci con gli amici non serve a nulla se non intraprendiamo un percorso più strutturato che ci permetta di non avere ricadute.

E così ecco questo magnifico manuale che prende le sembianze di un salvagente per noi donne sedotte e abbandonate. Perché dai su… chi non ha mai messo questi panni e almeno una volta nella vita non si è sentita uno schifo al vedere le famose due tacchette blu di whatsup che indicavano che lui aveva letto i nostri messaggi ma li aveva deliberatamente ignorati?

Le tre parti in cui è suddiviso il libro partono dalla teoria. Eh sì, è un po’ come se fossimo a scuola e ci si deve indottrinare prima di agire. E così l’autrice ci spiega i vari tipi di stronzi, in modo che voi possiate incasellare il vostro e sapere esattamente con che tipo avete a che fare. Una volta capito questo, ci porta ad analizzare le origini di tutte le dipendenze perché, come spiegavo, le dinamiche sono le stesse. Il cervello è uno e funziona allo stesso modo in tutti i casi e quindi la soluzione è univoca. Alla fine di ogni capitoletto ci sono degli esercizi che, se applicati alla lettera, vi porteranno alla consapevolezza della vostra condizione e vi aiuteranno ad affrontare il Bootcamp. La seconda parte. Qui verranno spiegati i cinque passi fondamentali da fare per evitare di avere tentazioni di richiamarlo, tampinarlo, essere arrestate per stalking. Si passa quindi al controllo della mente perché ebbene sì… parte tutto da lì. E da dov’altro pensavate voi? Dedicatevi poi un po’ a voi stesse a al vostro corpo che se vi piallate sul divano a ingozzarvi di cibo spazzatura non solo risulterete sgradevoli agli occhi del vostro stronzo personale… ma anche al resto della popolazione maschile (e non solo). E una volta rimesso in sesto il vostro involucro, concentratevi sull’anima, che anch’essa ha la sua importanza sebbene il mondo d’oggi sia prevalentemente apparenza. Solo ora sarete pronte per la terza fase. E cioè… entrare nella mente di uno stronzo. Sarà un’esperienza mistica… un po’ come andare a Gardaland e fare le montagne russe non una ma mille volte!

Federica Bosco ci accompagna in questo viaggio tortuoso e difficilissimo grazie al metodo che ha sperimentato sulla propria pelle, grazie alle proprie esperienze e agli stronzi che ha incontrato nella vita. Dopo anni di rielaborazione ha così deciso di mettere a disposizione di tutte noi ciò che ha imparato, perché spesso… l’unione fa la forza!

 

“..E allora ci annientiamo, piangiamo, non riusciamo a reagire,il nostro cervello setaccia ogni

immagine, scannerizza ogni file, ogni possibile falla nel sistema, ogni conversazione in cerca di

un indizio, un errore nostro, rileggendo ossessivamente la chat e constatando che è sempre online.

E infine ci accorgiamo della cosa peggiore di tutte: che non siamo nemmeno sue amiche, perché le

sue amiche possono scrivere cazzate sulla sua bacheca, lo invitano alle feste, sanno cose che noi

non sapremo mai e lui, a loro, risponde, ma a noi no.

Noi non abbiamo una categoria.

Noi non siamo amiche, e nemmeno delle conoscenti.

Noi siamo state meteore.

E mentre ci fondiamo il cervello a chiederci perché dando un peso immenso a fatti che non ne

meritano nessuno, loro non si ricordano nemmeno più come ci chiamiamo…”

 

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Abbinamento (Sommelier Silvia Menini)

Niente alcol! Siamo in fase depurativa. Detox! E proprio come ci insegna Federica Bosco… bisogna prendersi cura del proprio corpo e non cedere per almeno tre settimane. E così ecco un bell’estratto depurativo e ottimo per il buonumore che vi permetterà di prendervi cura di voi stesse e del vostro corpo!

Il succo di finocchio è impiegato tradizionalmente come tonico per favorire il rilascio delle endorfine, i “peptidi del buonumore”, dal cervello al circolo sanguigno. Questi neurotrasmettitori aiutano a ridurre l’ansia e la paura e inducono uno stato di euforia.

 

Ingredienti:

3 gambi di finocchio con foglie e fiori

3 carote strofinate con cura, private delle estremità e delle foglie

2 gambi di sedano

1/2 pera

1 cm abbondante di radice di zenzero, spazzolata o sbucciata (se non è fresca)

 

Procedimento:

Tagliate gli ingredienti in modo da farli entrare nel tubo di alimentazione. Estraete il succo e mescolatelo. Versatelo in un bicchiere e bevetelo il più presto possibile.

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