Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio di Kate Bolick

zitelle

Titolo: Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio

Autore: Kate Bolick

Casa Editrice: Sonzogno

Anno di edizione: 15 settembre 2016

Pagine: 303

Prezzo: 17,50 euro

Autore della recensione: Silvia Menini (tratto da MRS)

“Chi sposerò? E quando?” Sono queste le due domande fondamentali della vita di ogni donna, indipendentemente dal luogo in cui è cresciuta o dal suo credo o non-credo religioso.

Forse capirà che le piacciono le donne anziché gli uomini, oppure deciderà semplicemente di non credere nel matrimonio.

Non importa. Questa duplice contingenza l’accompagnerà finché non avrà risposta, anche se dovesse essere un “nessuno” e un “mai”.

[…]

All’inizio la domanda su chi sposare è una specie di messinscena, è una bambina che tira fuori un costume da Biancaneve da una scatola di travestimenti e canticchia il testo di Il mio amore un dì verrà al suo pubblico immaginario di nani peluche.

 

L’autrice Kate Bolick ci offre una panoramica sulle gioie e le opportunità di essere zitelle… ehm… single. Eh sì… perché diciamocelo. Vivere in coppia non è sempre facile. Si deve scendere a compromessi, avere spesso e volentieri a che fare con uomini egocentrici, che non ci rendono felici ma con cui stiamo solo per non deludere la società che dipinge le non accoppiate come delle sfigate che nessuno vuole. E invece no! L’autrice, con un racconto scorrevole e scritto con una penna delicata e intelligente, riesce a spezzare una lancia in favore di tutte quelle che, per scelta o meno, non hanno un compagno di vita o di chi, più semplicemente, l’essere single e libera lo vive come un miraggio.

È partita dalla sua esperienza e delle persone che le stanno attorno e ci racconta, capitolo dopo capitolo, come la condizione delle donne si stia sempre di più modificando, a nostro favore.

Lei stessa è caduta nella trappola e ha avuto un compagno, esperienze amorose più o meno riuscite, ma a un certo punto della sua vita ha sentito l’esigenza di essere (o tornare) single e ha iniziato a indagare su questo suo bisogno che la accomunava a molte altre donne a lei vicine. Questo le ha permesso di crescere come persona e capire cosa volesse veramente dalla vita.

 

Ammetto che una totale riabilitazione della parola zitella è un’impresa difficile. Il mio obiettivo è più modesto: vorrei che servisse anche solo a ricordarvi di quella parte di voi che è indipendente e autosufficiente, che siate single o in coppia.      Se siete single, vuoi perché non vi siete mai sposate, oppure perché siete divorziate o vedove, potete usare la parola zitella come un talismano, un promemoria costante del fatto che siete in ottima compagnia: a dirla tutta, siete parte di una lunga e nobile tradizione di donne che vivono o hanno vissuto la vita a modo loro.      Se siete in coppia, ma non siete felici, potete usare la parola zitella per rammentarvi di quando non lo eravate e capire che spesso star sole è molto meglio dell’avere una relazione malsana. Cercare di recuperare quell’io più felice può essere una valida via d’uscita.      Per le felicemente accoppiate, soprattutto per quelle che si destreggiano tra i figli e il lavoro, zitella può essere il codice che vi ricorderà di prendervi del tempo per voi. E se non avete mai imparato a star sole in modo proficuo e stimolante, be’, questo è il momento giusto.

Kate Bolick non sta certo dicendo di mollare mariti, fidanzati, e quant’altro per vivere come delle sprovvedute. Ragiona solo sul cambiamento della società e sul fatto che anche l’accezione della parola “zitella” sia mutata nel tempo. L’amore è sicuramente stupendo, offre enormi gratificazioni, non si è più da sole ad affrontare le difficoltà della vita, ma spesso ogni persona dovrebbe provare a vivere libero, per comprendere in pieno chi è e cosa vuole davvero, indipendentemente da tutto e tutti.

Un libro che offre importanti spunti di riflessione per noi donne che siamo spesso legate ai pregiudizi e a ciò che riteniamo essere un dovere (e spesso non un piacere). Ma l’unica cosa veramente dovuta, a noi stesse, è la nostra felicità.
Kate Bolick vive a Brooklyn, insegna alla New York University e collabora con le maggiori testate americane, tra cui l’«Atlantic», il «New York Times», «Elle» e «Vogue». Qualche anno fa pubblicò un articolo memorabile in cui dichiarava di preferire una vita da single a un matrimonio mediocre. Il testo fece il giro del mondo e ispirò questo speciale memoir, diventato subito un caso editoriale. Zitelle è già stato tradotto in diverse lingue; il «New York Times» l’ha riconosciuto come uno tra i migliori libri del 2015.

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Abbinamento (Sommelier Silvia Menini)

Un libro complesso, intelligente, che affronta un argomento difficile ma in maniera delicata e sensata. Ecco allora un buon Riesling, aromatico, profumato, che si adatta perfettamente a un palato femminile e a una lettura piacevole.

Azienda: Windsor

Vino: Riesling

Annata: 2014

Tipologia: Bianco

Vitigno: Riesling 100%

Gradazione: 12%

Temperatura di servizio: 10°

 

Agli occhi: Giallo paglierino

Al naso: Aromatico, con note di pesca bianca, mela e fiori di mandarino.

In bocca: Al palato è morbido, con sentori di frutta, mango tropicale e ananas, oltre a una leggera mineralità. Il finale è secco, con la tipica dolcezza di questo vitigno, compensato da una buona acidità.

Abbinamenti: Grazie alla struttura delicata e al perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, è il partner ideale per i cibi piccanti e piatti con ingredienti come peperoncino, citronella, zenzero e calce.

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