Elena Ciurli. L’intervista

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Abbiamo recensito per voi l’esordio letterario di Elena Ciurli “Andata e Ritorno” edito Il Foglio. Eravamo però curiose di conoscere meglio l’autrice e le abbiamo fatto qualche domanda.

 

Come e perché hai deciso di scrivere questo libro? Cosa ti ha ispirato?

Ho iniziato a scrivere il romanzo dopo aver ritrovato un mio vecchio racconto. Ho cambiato il protagonista, la sua città, ma ho mantenuto l’intenzione, l’atmosfera. Non l’ho deciso in modo razionale, era solo arrivato il momento di scrivere quella storia.

Quanto tempo hai passato a scrivere il romanzo? A quali difficoltà sei andata incontro?

Il racconto risale a tre anni fa. Ho lavorato però al romanzo in modo costante solo nell’ultimo anno. Le difficoltà sono state quelle più banali legate al tempo, quando lavoravo, e alla mancanza di motivazione, quando credevo non sarei riuscita a ultimarlo; e poi alla stratificazione di consigli esterni: ascoltare è molto prezioso, ma alla fine devi trovare la strada da solo. Devi credere in quello che scrivi.

Come evolve il personaggio di Marco e come cambia il suo atteggiamento di fronte a una famiglia dalla quale è scappato e con la quale si ritrova a dover fare i conti?

Marco finisce per accettare le debolezze dei suoi genitori e in questo modo si guarda allo specchio, per poi identificarsi, non senza dolore, con la sua famiglia. Si sente meno estraneo a quel mondo che ha sempre negato.

A chi ti sei ispirata per creare il personaggio di marco?

A molti personaggi diversi, per cercare di descriverlo in molte sfumature. L’ho seguito spiandolo dal buco della serratura, per vedere come si comportava quando era da solo, senza nessuno a giudicarlo.

Parlando di te:

Spiegateci in poche parole chi sei.

Mi piace raccontare gli altri, ma la storia si fa dura quando si tratta di descrivere me.

Sono figlia degli anni ’80, cresciuta a suon di cartoni giapponesi e video musicali; andavo giù per le discese senza freni e mi ritrovavo sempre con le ginocchia sbucciate. Abito a San Vincenzo, il mio paese con vista mare, nel cuore della Toscana, punto di partenza e di ritorno un po’ per tutto.

Sono una consumatrice cronica di libri e provo anche a scriverne, ma più spesso finisco a collezionare racconti. Qualcuno me lo hanno pubblicato, nel 2013 è uscita la mia prima raccolta: “Gente di un certo (dis)livello: manuale di sopravvivenza nella giungla metropolitana, una selezione di racconti per chi non ha nessuna voglia di prendersi troppo sul serio.

“Andata e ritorno” è il mio primo romanzo.

Da due anni lavoro come libraia e spero di continuare a specializzarmi e poter svolgere al meglio questo mestiere.

 

Cosa significa per te essere scrittrice? Come è iniziata la tua avventura?

Ho cominciato per imitare mio nonno paterno: scriveva poesie in rima e me le leggeva. Mi divertivo a dargli un tema e lui buttava giù in poco tempo il suo pensiero. Lui mi ha insegnato anche ad amare la lettura. Era un uomo pieno di curiosità e voglia di conoscere, leggeva molto.

 

Oltre che scrittrice sei anche una blogger. Ci racconti cosa significa per te e come ti sei trovata in questa avventura?

Ho dato vita al blog Ziggy’s Cafè (www.ziggyscafe.org) nel 2012. All’inizio volevo uno spazio dove pubblicare i miei racconti, poi ho deciso di strutturarlo in modo diverso e ho creato nuove sezioni e rubriche, per dare voce ad altre passioni, come quelle per la musica e il cinema.

Il nome trae ispirazione da uno dei miei miti, David Bowie e, in particolare, dal suo affascinante alter ego Ziggy Stardust, romantico, ambiguo e sfrontato, “extraterrestre”, e quindi libero dai tabù che incatenano l’umanità.

E nel 2016, da pochi mesi, ho creato, insieme a Beatrice Galluzzi e Alice Scuderi, al blog Donne Difettose (www.donnedifettose.com). Abbiamo deciso di unire le nostre forze per dare spazio ad alcune tematiche che riguardano la sfera femminile, ma con una prospettiva diversa; difettosa, appunto, per tutte quelle donne che non si sentono confinate dentro a certi stereotipi, oppure non hanno gli strumenti per liberarsene. Niente femminismo o girl power, solo una visione personale “dall’altro lato del ponte”.

 

Un progetto per il futuro

Terminare il mio nuovo romanzo e fare la libraia a tempo pieno.

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